Bullismo: un giovane su 2 ne è vittima - Rainews.it


Che volto ha il bullismo?

Il fatto che negli anni ‘80 il termine “bullo” fosse usato per descrivere l'atteggiamento (spesso innocuo) del ragazzo prepotente e spaccone può indurre a trascurare il fatto che oggi sia diventato sinonimo di aggressione, di violenza.
Per Amnesty si tratta di una violazione dei diritti umani.

Ha molti volti. Quello sorridente del "figo" della scuola che prende in giro il compagno più timido, o quello cupo del ragazzo problematico, che aggredisce per sfogare la sua rabbia, ma anche quello impassibile di chi assiste all’episodio e approva.

Di recente gli episodi di bullismo hanno trovato spazio nel rapporto tra studenti e professori, minando l’istituzione da essi rappresentata e il loro ruolo formativo.

Nel più recente caso delle minacce al professore dell'Itc di Lucca sono stati presi provvedimenti disciplinari che hanno portato a tre bocciature e due sospensioni. Troppo spesso, però, la pericolosità sociale di certi atteggiamenti viene sottovalutata.



Cosa succede

La fotografia dell'Istat del 2014 parla chiaro: il 50% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni dichiara di aver subito un episodio di bullismo nell'ultimo anno, il 19,2% una o più volte al mese.

Saltuariamente: 1 su 2 (51,6%)
Costantemente: 1 su 5 (19,2%)


Un problema di scuole?

Lo stesso studio prende in esame giovani che frequentano vari tipi di scuole: licei, istituti professionali, istituti tecnici. Nei licei le prepotenze sembrano più frequenti rispetto agli altri due tipi di istituto, ma quanto? Circa 3 ragazzi in più ogni 100 riferiscono di essere stati "bullizzati" almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Licei (19,4%)
Istituti professionali (18,1%)
Istituti tecnici (16%)


Un problema di ambiente?

Il 44,6% dei ragazzi provenienti da zone molto disagiate dichiara di non aver mai subito episodi di bullismo, contro il 49,7% di chi vive in zone non disagiate: una differenza di 5 giovani su 100. Nella tabella successiva i numeri di coloro che riferiscono di aver subito prepotenze, suddivisi per zone di provenienza.

Disagio della zona Molto Poco Nulla
Episodi annuali   32,1 ogni 100   32,8 ogni 100   33,4 ogni 100
Episodi mensili   12,8 ogni 100   11,1 ogni 100   9 ogni 100
Ogni settimana   10 ogni 100   9,6 ogni 100   8 ogni 100


Un problema geografico?

A livello territoriale, le azioni vessatorie sono più frequenti nel Nord del Paese, dove oltre il 57% dei giovani ha subito qualche prepotenza nel corso dell'anno, contro una quota inferiore al 50% dei residenti nelle regioni centrali e meridionali.

Nella tabella che segue viene mostrata la percentuale dei giovani che dichiarano di aver subito episodi di bullismo suddivisa per aree geografiche.

Nord Centro Sud
Episodi annuali   34,3 ogni 100   30,4 ogni 100   32,5 ogni 100
Episodi mensili   11,6 ogni 100   11,3 ogni 100   9,2 ogni 100
Ogni settimana   11,4 ogni 100   7 ogni 100   7,5 ogni 100

Timeline: 12 mesi di bullismo

Ricordiamo i principali fatti di cronaca dell'ultimo anno.



Il cyber-bullismo

Quando il bullismo viene perpetrato attraverso la Rete si parla di cyber-bullismo e costituisce il 34% del totale (wiki).

Ci sono degli aspetti che lo distinguono dal bullismo tradizionale, che spesso ne amplificano gli effetti negativi.

  • Platea estesa
    Nel cyberbullismo il numero di persone che assiste all’aggressione è enorme rispetto ad ambienti reali come una piazza o un’aula. In questo caso il bullo non è solo chi mette alla berlina la vittima, ma anche chi approva l’offesa "condividendo" o cliccando su “mi piace”.
  • Anonimato
    Il molestatore può attuare dei sistemi per mantenere l'anonimato e rendere molto difficile se non quasi impossibile il suo reperimento.
  • Assenza di limiti spazio/temporali
    Sulla rete l’episodio di bullismo non termina alla fine dell’azione, ma per le modalità con cui viene fruita la rete (un accesso ogni 6 minuti nell’arco di quasi 24 ore) trascina con sé una scia lunga giorni, mesi, anche anni.

Una legge contro il cyber-bullismo

Il 17 maggio 2017 viene approvata in via definitiva dalla Camera la legge contro il cyber-bullismo, per alcuni analisti esiste il rischio di censura. Tra i punti fondamentali:
Oscuramento del web
Il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbullismo (o anche il genitore) può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore, l'interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.
Docente anti-bulli in ogni scuola
In ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il cyberbullismo. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico e attivare adeguate azioni educative. L'obbligo di informazione è circoscritto ai casi che non costituiscono reato. Più in generale, il Miur ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra l'altro, sulla formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, mentre ai singoli istituti è demandata l'educazione alla legalità e all'uso consapevole di internet. Alle iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche polizia postale e associazioni territoriali.
Ammonimento da parte del questore
In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia il cyberbullo, sulla falsariga di quanto già è previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento della maggiore età.
Piano d'azione e monitoraggio
Presso la presidenza del consiglio verrà istituito un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il cyberbullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno.