L'Italia dei referendum in tv
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Referendum Costituzionale 4 Dicembre 2016

L'Italia dei referendum in tv

La storia dei referendum raccontata dalla Rai

Il voto alle donne (1946)

Il 1946 fu anche l'anno in cui l'Italia conquistò il suffragio universale: per la prima volta a livello nazionale tutti gli uomini e le donne maggiori di 21 anni poterono votare. Nello stesso anno, 21 donne furono elette come membri dell'Assemblea costituente: un'altra grande vittoria. In questa clip estratta dal programma "La macchina del tempo", del 1986, le prime tappe fondamentali di un lungo percorso di lotta che condusse all'estensione del diritto di voto anche alle donne.

La firma della Costituzione (1948)

Il primo Presidente della Repubblica italiana, Enrico De Nicola, con accanto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi, alla firma della Costituzione italiana. De Nicola fu scelto come Capo provvisorio dello Stato dall'Assemblea costituente nel 1946 e con l'entrata in vigore della Costituzione nel 1948 assunse il ruolo di Presidente della Repubblica. Il suo incarico durò fino a maggio dello stesso anno, quando venne sostituito da Luigi Einaudi.

Il referendum sul divorzio (1974)

Per la prima volta nella storia repubblicana gli italiani vennero chiamati a esprimersi attraverso un referendum abrogativo. Il quesito che proponeva l'abolizione del divorzio (introdotto in Italia 3 anni prima) creò un grande dibattito e molte divisioni nel Paese. Alle urne si recò l'87,7% degli elettori e il no vinse con quasi il 60%.

Il fronte del sì

Gabrio Lombardi, promotore del Referendum, fa un appello ai cittadini per votare si. Il giurista cattolico fu appoggiato nella campagna per il sì dall'Azione cattolica, dalla Cei e da gran parte della Dc e del Msi.

Il fronte del no

Franco Antonicelli (Sinistra Indipendente) nella puntata della trasmissione "Tribuna politica" del 1974 invita gli elettori a rispondere no al referendum sul divorzio. Morì pochi mesi dopo quest'intervento.

Animazione Rai

Divertente sequenza della puntata del programma "Tribuna politica", in onda il 11/05/1974, che spiegava ai telespettatori come andare a votare. Oltre alle immagini video, una piccola guida alle modalità di svolgimento e funzionamento del referendum abrogativo animata in stop motion.

Giuliano Amato

Giuliano Amato esprime la propria posizione nei confronti della campagna per il referendum abrogativo del 1987. Anche se in queste sequenze approfondisce il dibattito sul referendum sulle politiche energetiche, Amato colse l'occasione per fare un ragionamento più ad ampio raggio sullo strumento referendario.

Stefano Rodotà

Stefano Rodotà commenta il quesito referendario del 1987 sulla abrogazione delle norme per stabilire una responsabilità civile anche per i giudici, perorando le ragioni del NO.

Enzo Tortora

Enzo Tortora parla a nome del Comitato promotore dei Referendum sull’abrogazione della Commissione Inquirente. Il referendum era stato soprannominato "referendum Tortora" proprio per la sua triste vicenda personale. In questo estratto, presentando altri casi secondo lui simbolici, invoglia i cittadini a votare sì. Tortora è deceduto poco dopo la sentenza che metteva fine al suo calvario.

Il nucleare e la responsabilità civile dei giudici (1987)

L'8 novembre 1987 gli italiani si recarono alle urne per votare cinque referendum abrogativi diversi. Due quesiti erano sulla responsabilità civile dei magistrati, sull’abrogazione della Commissione inquirente e sul sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura. Gli altri tre erano sulle politiche energetiche legate al nucleare. Il quorum arrivò al 65,1% e su tutti e cinque le domande vinse il sì.

La battaglia ai pesticidi (1990)

Maurisa Laurito (e l'insalata) come portavoce per il comitato del sì nel referendum abrogativo del 3 giugno 1990 contro l'utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura. Anche se le preferenze per il sì raggiunsero il 93,5%, il referendum non fu riconosciuto valido perché non venne raggiunto il quorum: l'affluenza si fermò al 43,1%.
Lo stesso giorno agli italiani vennero posti altri due quesiti referendari inerenti alla disciplina della caccia, ma neanche in quel caso si raggiunse il quorum. Fu la prima volta in Italia in cui un referendum abrogativo non otteneva la validità.

Pannella imbavagliato, 1978

Sintesi della famosa protesta silenziosa dei Radicali del 1978 in merito all’abrogazione della legge del finanziamento pubblico ai partiti e per la legge sull’aborto. I radicali Mellini, Pannella, Bonino e Spadaccia si presentarono imbavagliati durante lo spazio a loro dedicato durante la Tribuna Referendum della Rai. Per 25 minuti restarono in silenzio e solo alla fine Emma Bonino e Marco Pannella si slegarono a vicenda e spiegarono il loro gesto.

Pannella per depenalizzazione droghe leggere, 1993

Nella tribuna sui referendum in onda il 27/03/1993, Marco Pannella espone le proprie argomentazioni a favore della necessità di attuare una depenalizzazione a carico dei consumatori di droghe leggere.

Pannella fantasma, 1997

Nella tribuna referendaria del 26/05/1997, in un confronto a due, Marco Pannella, travestito da fantasma, espone le proprie ragioni a favore del referendum abrogativo sulla caccia.

I Radicali e i referendum

Non si può parlare della storia dei Referendum in Italia senza parlare dei Radicali: dal 1974 ad oggi, come segnalato nel loro sito, hanno promosso 110 referendum raccogliendo in totale più di 63 milioni firme autenticate e certificate. E non si può parlare dei Radicali senza ricordare uno dei leader del partito: Marco Pannella. Nelle brevi clip qui raccolte gli estratti di alcuni suoi interventi a dei dibattiti televisivi sui Referendum.

Fonti dei dati

Materiale video d'archivio Rai distribuito e gestito da Rai Teche

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