Sono stati tutti rintracciati gli immigrati a bordo della nave turca “dirottata” e “liberata” dagli incursori di Marina: si tratta di 15 persone, 13 uomini e due donne. Rispondendo alle domande dei finanzieri e degli agenti della Squadra mobile di Napoli hanno riferito di essere di nazionalità siriana, afgana e irachena. Quattro di loro sono stati ricoverati in ospedale: tra loro una donna incinta e un uomo per ipotermia.
Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la vicenda. Tre migranti saranno denunciati a piede libero per possesso di armi, ma, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, non ci sarà una denuncia per il dirottamento. Non è ancora chiaro se nei loro confronti verrà contestato anche il reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina.
La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta per impossessamento di nave, affidando a Polizia e Finanza i primi accertamenti giudiziari.
Ascoltato in Questura anche il comandante della nave Galata Seaways per chiarire la dinamica dell'accaduto e le modalità con le quali sarebbe avvenuto il tentativo, da parte dei migranti nascosti sulla nave, di prendere il controllo dell'imbarcazione.
Il racconto del comandante
La Squadra Mobile di Napoli e il Gico della Guardia di Finanza - nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura partenopea sul presunto tentativo di dirottamento avvenuto sullas Galata Seaway (partita dal porto di Topcular e diretta a Sete, in Francia) - hanno ascoltato nella notte, in Questura, il comandante della nave e i 15 trovati a bordo dalle forze dell'ordine.
Il comandante ha riferito agli inquirenti di aver visto due persone armate di coltello che si aggiravano nella zona macchine della nave dove però non sono riusciti a entrare. A questo punto i due immigrati si sono ricongiunti con gli altri. Per questo motivo ha lanciato l'allarme. Non è chiaro dunque se ci sia stato o meno un tentativo didirottamento. Equipaggio e immigrati sono stati ascoltati nella veste di persone informate sui fatti.
Lo svolgimento dei fatti
Nel pomeriggio di ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso del suo intervento al 'Forum in Masseria' a Manduria, aveva dato la notizia del sequestro: "Quindici clandestini hanno preso il controllo di una nave turca al largo di Napoli, sequestrando 22 membri dell'equipaggio. Sono intervenute le forze speciali italiane di stanza a Brindisi, hanno ripreso il controllo della nave. Ora va liberato l'equipaggio e messa in sicurezza la nave".
L'intervento del Battaglione San Marco ha riportato l'ordine sulla nave turca "Galata seaways" diretta in Francia: il sequestro all'altezza dell'isola di Ischia. Le forze speciali, arrivate con due elicotteri, hanno neutralizzato i clandestini, che si erano nascosti sulla nave, riprendendo il controllo dell'imbarcazione. Sul posto anche due navi della Guardia costiera e della Guardia di finanza.
L'aggressione al comandante e all'equipaggio sarebbe avvenuta a circa 90 miglia a sud ovest di Napoli. L'equipaggio si è subito ritirato nella zona protetta del vascello e ha diretto la prua verso Napoli, ed è stato lo stesso comandante a dare l'allarme al centro di ricerca e soccorso di Ankara.
I presunti dirottatori sono stati portati in questura a napoli per gli accertamenti di rito. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore di Napoli Enrica Parascandolo.
Un fatto simile accadde nel 2019, quando un gruppo di migranti cercò di dirottare una nave mercantile al largo della costa libica appena si resero conto che sarebbero stati riportati indietro. Allora il gruppo umanitario SeaWatch contestatò il termine "pirati", sostenendo che le azioni dei migranti "erano di autodifesa contro le conseguenze mortali cui sono stati costretti dalla disumana politica di confine dell'Europa".
