A Las Vegas

Strage nel campus dell'Università del Nevada, 3 morti e 1 ferito

Strage nel campus dell'Università del Nevada, 3 morti e 1 ferito Reuters

I dettagli sono pochi e il bilancio delle vittime non è ancora chiaro, a sparare un professore di 67 anni che è stato ucciso dalla polizia

La polizia converge all'Università del Nevada per l'allarme sparatoria

Il bilancio delle vittime dell'ennesima strage americana è stato a lungo incerto. Poi la polizia ha chiarito: i morti sono 3, una quarta persona è gravemente ferita. E infine c'è il sospetto aggressore, ucciso dalla polizia.

 

L'autore della sparatoria  era un professore universitario di 67  anni. Lo rende noto la Cnn, citando fonti delle forze dell'ordine, precisando che l'uomo, che è stato ucciso dalla polizia, aveva legami  con college in Georgia e North Carolina, ma non si sa che tipo di contatti avesse con il campus che ha attaccato. Ancora non è stata  resa nota la sua identità.        In una conferenza stampa lo sceriffo dell'area metropolitana di Las  Vegas, Kevin McMahill, ha detto che "quello che è successo oggi è  stato un terribile, imperdonabile crimine, se non ci fosse stata  l'eroica azione degli agenti che hanno risposto, vi sarebbero state molte altre vittime". 

La sparatoria e' avvenuta al quarto piano della Beam Hall, un edificio del campus, ha aggiunto lo sceriffo del dipartimento di polizia metropolitana di Las Vegas, Kevin McMahill.

Quel che è certo è che è tutto finito: "non vi sono "ulteriori minacce", sottolineano le autorità. 

L'allarme era iniziato alle 11:45 ora locale, le 20:45 italiane, quando la polizia di Las Vegas ha ricevuto la segnalazione di una sparatoria in corso all'Università, nei pressi della Lee Business School. Studenti e insegnanti del campus, che è a poco più di 3 chilometri dal centro di Las Vegas e ospita circa 30mila persone, si sono barricati all'interno di aule e dormitori. A quel punto sono scattati tutti i piani di emergenza: il lockdown delle strutture universitarie e di quelle vicine, il blocco dei voli al vicino aeroporto internazionale Harry Reid. 

Appena 40 minuti dopo il primo allarme, le autorità hanno diramato la notizia che il sospetto aggressore era morto. Gli Stati Uniti hanno vissuto, ancora una volta, una giornata di sangue.
 

La polizia converge nel campus dell'UNLV dopo le segnalazioni di un attentatore attivo a Las Vegas


Uno studente, John Harris, 21 anni, racconta di aver sentito uno sparo mentre usciva dalla macchina nel garage del campus. Poco dopo, in ascensore, ha ricevuto un SMS che lo avvisava dell'emergenza: “Sono uscito in strada e ho visto che c'era un gruppo di poliziotti nel parcheggio dell'associazione studentesca, lì ho capito che quello che avevo sentito era un colpo di pistola e questa non era un'esercitazione".
La professoressa Kevaney Martin si è riparata sotto una scrivania nella sua classe, assieme a un altro docente e tre studenti. Poi con altre decine di persone si sono precipitate fuori dall'edificio. “È stato terrificante, non posso spiegarlo”, racconta: “Ho cercato di non far trasparire l'ansia perché c'erano i miei studenti, ma è qualcosa che non voglio provare mai più”.

"È il momento in cui chiami i tuoi genitori e dici loro che li ami", racconta Felsenfeld, uno studente di giornalismo di 21 anni.

I fatti di oggi avvengono in una città ancora segnata da una delle peggiori stragi nella storia degli Stati Uniti, quella del 1° ottobre 2017 al casinò Mandalay Bay di Las Vegas, in cui morirono 60 persone e centinaia rimasero ferite. Il campus dell'Università è a poco più di 5 chilometri da lì.