I funerali della ristoratrice trovata morta: "Fuori dalla chiesa uno striscione contro stampa e tv"
Dentro la chiesa una grandissima partecipazione, fuori la voglia di esternare ancora la rabbia per quanto accaduto. Questi i funerali di Giovanna Pedretti, la ristoratrice 59enne, trovata morta 8 giorni fa sul greto del fiume Lambro.
Circa un migliaio di persone hanno preso parte oggi alle 10 alle esequie della donna che, nei giorni precedenti, aveva ricevuto lodi per aver risposto a tono ad una recensione di un cliente che si lamentava di aver mangiato nel suo locale - la pizzeria 'Le Vignole' di Sant'Angelo Lodigiano - con a fianco due omosessuali e un disabile e poi era stata accusata sui social proprio di aver inventato quella recensione solo per farsi pubblicità.
Ad accompagnare la bara, sulla quale sono incise delle farfalle che volano, la figlia Fiorina e il marito Aniello D'Avino, mentre fuori dalla chiesa è comparso uno striscione con su scritto: “Stampa e TV: rispettate alla famiglia e non fatevi vedere più”.
E proprio contro l'accanimento della stampa e soprattutto dei commenti sui social si è rivolto, in maniera forte e chiara, il parroco don Enzo Raimondi durante l'omelia funebre: “Quante note stonate abbiamo dovuto ascoltare in questi giorni. Da un parte il dolore di chi si è sentito attaccare, una persona che ha sempre fatto qualcosa per rendere questo mondo migliore. Dall'altra il giudizio sommario di chi parla senza sapere. Di chi costruisce castelli di carta, di chi dove anche c'è del bene, pensa ci sia un tornaconto”.
“Ora c'è una famiglia che chiede silenzio - ha continuato don Raimondi - abbiamo vissuto l'invadenza, l'insistenza del diritto d'informazione, l'arroganza di chi pensa di poter distruggere. Ricordiamo l'onestà e la generosità di Giovanna. Un errore forse ha fatto Giovanna: aver per un attimo pensato che, oltre agli estranei accusatori che hanno dubitato di lei, potessimo aver dubitato di lei anche noi che la conoscevamo. Bisogna impedire ai leoni di tastiera di distruggere tutto. Ma come impedire ai leoni di tastiera di riversare impunemente sempre il loro odio e la cattiveria gratuita nella rete su chiunque, dimenticando il potere distruttivo che hanno semplici parole ben significato dalla nota massima, ne uccide più la lingua che la spada? Ora è il momento del silenzio”.
“Come impedire ai leoni di tastiera di riversare impunemente sempre il loro odio e la cattiveria gratuita nella rete su chiunque, dimenticando il potere distruttivo che hanno semplici parole”?
don Enzo Raimondi, parroco di Sant'Angelo Lodigiano
Nella vicenda di Giovanna Pedretti "c'è il giudizio sommario, senza appello, senza misericordia, di chi parla senza sapere, senza conoscere", ha aggiunto ancora il parroco. "Il rincorrersi, senza alcun filtro, dei sospetti, pesanti come macigni. Costruiti per soddisfare i pruriti di gente ormai frustrata al punto da bramare la narrazione delle disgrazie altrui. Dove il teorema da dimostrare, il dubbio da alimentare è che anche dove c'è del bene si nasconde, alla fine, un interesse, un tornaconto. Facendo così diventare le ombre tenebra".
La famiglia - che ha chiesto espressamente ai giornalisti di non essere presenti alle esequie - ha lanciato un appello a "non inviare fiori" ma piuttosto a "devolvere l'equivalente in offerte alla Casa di Riposo di Sant'Angelo Lodigiano o all'Associazione Genitori e Amici dei disabili e Gruppo il Maggiolino".
