Il capo di Stato argentino e la visita in Italia

Milei in tv: "Sono un anarcocapitalista, lo Stato è un'associazione criminale, lo disprezzo"

Milei in tv: "Sono un anarcocapitalista, lo Stato è un'associazione criminale, lo disprezzo" Ap
Il presidente ultraliberista, dopo gli incontri con il Papa, la premier Meloni e il presidente Mattarella, in un'intervista televisiva: "I politici sono il peggio della società e lo Stato ruba tutti i giorni attraverso le tasse"

Abituati al suo stile senza freni, non deve stupire che il presidente argentino Javier Milei, dopo una giornata intensa, piena di incontri istituzionali (dal Papa al presidente Mattarella), si sia “lasciato andare” nel salotto di Nicola Porro - a Quarta Repubblica, su Retequattro - e “sbottonandosi” abbia parlato in modo libero e anticonformista: “Filosoficamente, sono anarcocapitalista e quindi sento un profondo disprezzo per lo Stato. Io ritengo che lo Stato sia il nemico, penso che lo Stato sia un'associazione criminale”.

Non pago, Milei prosegue: “Di fatto, lo Stato è un'associazione criminale in cui un insieme di politici si mettono d'accordo e decidono di utilizzare il monopolio per rubare le risorse del settore privato” dice nell'intervista, precisando che “il metodo dello Stato è rubare”. “Ogni volta che vai a comprare qualcosa in un luogo, lo Stato ti deruba tramite le tasse; quindi, lo Stato ti ruba tutti i giorni” continua il presidente “con la motosega”, chiamato affettuosamente anche El loco. “Lo Stato ha il potere di arrestare le persone”, mentre “i politici non vedono conseguenze, non vedono i loro poteri in gioco. Ma in questo mi sono reso conto che l'unico modo di entrare nel sistema è ‘dinamitare’ il sistema” ha scandito ancora.

I politici sono il peggio della popolazione. Sono la cosa peggiore della società. E noi, con questo insieme di riforme, proponiamo di eliminare i furti fatti dalla politica” dice il presidente argentino, riferendosi al vasto piano di riforme proposto dal suo governo. “Guardi, negli ultimi quarant'anni, tutti i decreti considerati urgenti che hanno adottato i presidenti, che regolavano la libertà degli argentini, sono stati approvati. Però, noi abbiamo sempre il problema di restituire la libertà alla gente, perché se uno restituisce la libertà alle persone, perde il potere politico, no? Di fatto, i politici quando vanno alle elezioni chiedono il voto per avere il potere di trasformare la loro vita”.