A sorpresa in Spagna

La lettera di Sanchez: "Mi fermo a riflettere, lunedì saprete se continuo o mi dimetto"

La lettera di Sanchez: "Mi fermo a riflettere, lunedì saprete se continuo o mi dimetto" Getty
Il premier socialista spagnolo accusa le destre di usare "la macchina del fango", dopo l'apertura di un'indagine su sua moglie per traffico illecito di influenze. I popolari: "Fa la vittima". Il nodo dell'amnistia per gli indipendentisti catalani

"La destra vuole trasformare la politica in un pantano. Ho bisogno di fermarmi a riflettere". Spiazza tutti così, il premier spagnolo Pedro Sanchez

Con una lettera alla cittadinanza, pubblicata sul suo profilo X, annuncia che valuterà se "valga la pena" continuare a rivestire l'incarico di capo del governo o dimettersi. Accade poco dopo che contro sua moglie, Begoña Gómez, è stata aperta un'indagine preliminare per traffico di influenze e corruzione a seguito di una denuncia sporta da Manos Limpias, una organizzazione definita "di ultradestra". Sotto inchiesta vi sarebbero i legami di Gòmez, che non riveste incarichi pubblici, con società private che hanno ricevuto finanziamenti governativi o vinto contratti pubblici.

Sanchez difende la moglie affermando che le accuse si basano su "falsità" e denuncia una "macchina del fango" messa in moto da parte del Partito popolare e dell'estrema destra di Vox. Dice di aver cancellato la sua agenda pubblica per alcuni giorni in modo da poter riflettere: annuncerà la decisione lunedì 29 aprile

Nel frattempo, reagisce. Accusa "una strategia di demolizione che va avanti da mesi: la destra e l'estrema destra non hanno accettato il risultato elettorale" e "hanno oltrepassato la linea del rispetto alla vita familiare di un premier", sottolineando che viene attaccata "Begoña non perché abbia fatto qualcosa di illegale, ma per essere mia moglie". Dice anche di essere bersaglio di attacchi che non sono rivolti alla sua persona "ma a quello che rappresenta", ovvero "un'opzione politica progressista appoggiata da milioni di spagnoli alle elezioni". "Sono un uomo profondamente innamorato di mia moglie che vive con impotenza il fango che le spargono addosso giorno dopo giorno", aggiunge Sanchez. 

In caso di dimissioni di Sanchez, il Congresso potrebbe eleggere un nuovo premier e ricomincerebbero le consultazioni dei partiti con il re. In alternativa si potrebbero convocare nuove elezioni generali. Non prima però del 29 maggio: la legge spagnola impedisce infatti al presidente di sciogliere le Cortes entro un anno dal precedente scioglimento.

 

 

 

Alberto Nuñez Feijóo

Le reazioni

I ministri e la coalizione di sinistra Sumar, alleata di governo dei socialisti, hanno espresso il loro sostegno a Sanchez. 

Tutt'altra posizione quella di Alberto Núñez Feijóo, presidente del Partito popolare, di destra e all'opposizione: "Sanchez sta cercando di fare la vittima e di polarizzare ulteriormente la politica spagnola mobilitando il suo elettorato e il suo partito in vista delle elezioni catalane ed europee". "Il governo ha un problema giudiziario e sta cercando di scaricare la responsabilità sui partiti politici", "si tratta di una negligenza senza precedenti e siamo già sulla stampa internazionale: non ho mai visto una cosa del genere in vita mia", aggiunge, accusando Sanchez di "scappare dalle sue responsabilità".

"Stiamo assistendo a una nuova vittimizzazione e a una nuova recita del presidente del governo", commentano fonti del partito di estrema destra Vox: Sanchez è "lo stesso che ha commesso la più grande corruzione politica: comprare la sua investitura dando l'amnistia ai criminali. Lo stesso che ora cerca di vittimizzarsi per coprire il pantano di corruzione che inonda il suo mandato".
 

Carles Puigdemont

L'amnistia per gli indipendentisti catalani

Politicamente rilevante in questa fase è la posizione dell'indipendentista catalano Carles Puigdemont, ex presidente della Generalitat - la regione Catalogna, che gode già di un'ampia autonomia. Puigdemont suggerisce a Sanchez di risolvere i dubbi ponendo una questione di fiducia. 

"Non so quali siano le ragioni profonde che muovono Pedro Sanchez", "di solito fa mosse tattiche che nessuno si aspetta", scrive Puigdemont in un messaggio su X, "ma se non è una mossa tattica e davvero il motivo è la campagna della destra spagnola contro la sua presidenza usando la sua famiglia - so perfettamente come si sente in questo caso - e crede che la sua leadership si sia indebolita può sempre porre una questione di fiducia e chiarire tutti i dubbi che questa mossa imprevista ha scatenato". "Ora più che mai dobbiamo essere fermi di fronte a Madrid e alle sue infinite crisi politiche, perché ciò che è veramente in gioco è il futuro politico della Catalogna, non quello di un partito o di un primo ministro", ha aggiunto Puigdemont. 

Dopo un accordo politico con i partiti autonomisti che ha permesso a Sanchez di ottenere una fragile maggioranza parlamentare, è in discussione alle Cortes il progetto di legge di amnistia per gli indipendentisti catalani: che permetterebbe il rientro in patria di Puigdemont, da anni in esilio autoimposto a Bruxelles. Eventuali nuove elezioni metterebbero a rischio l'approvazione del testo.