"La prima domanda la so: 'chi te l'ha fatto fare?' la prima a farmela è stata mia moglie" ha scherzato il direttore artistico Carlo Conti, presentando alla Milano Music Week 'Il Sanremo che verrà'.
"Ho detto sì - ha poi spiegato Conti - perché è il mio lavoro, è come chiedere a un cantante di fare una canzone, e poi ho sentito, al di là dell'azienda, l'affetto di major, discografici, indipendenti, tutti erano d'accordo sul mio nome, allora ho detto 'vediamo se l'orecchio funziona sempre bene' e ho detto si". "In questi giorni ascoltare tutti i big è difficilissimo, il succo per me - ha sottolineato - è questo momento in cui si stringe la rete della selezione e devi scegliere i protagonisti, questa è la bistecca che metti sul piatto, il resto è contorno, se la bistecca non è buona il festival non funziona. E prendo un festival in forma strepitosa pensando al grande lavoro fatto da Amadeus in questi anni".
Festival della canzone italiana in ottima salute
''Prendo in mano un Festival in salute strepitosa per il lavoro fatto Amadeus, anche durante il Covid, con l'Ariston vuoto, quindi non posso che avere qualcosa di estremamente positivo e in ottima salute''.
Ma "non guardo confronti, lo share è passato, Sanremo parte da zero, anche perché lo share cambia dal primo gennaio e non sarà paragonabile, lo facciamo inoltre nella serata delle partite e per di più dal primo gennaio raddoppieranno anche il numero di copie per dischi oro e platino, quindi non si potrà scrivere 'questo batte quello', cose assurde e superate, la cosa più importante è regalare belle canzoni agli italiani, poi, punto più o punto meno, alla mia veneranda età è una questione che ho superato".
Nessuna rivalità con Amadeus
"Ho sentito sia Amadeus che Fiorello, veniamo dallo stesso mondo, quello delle radio. Siamo molto amici e molto legati, non c'è alcun tipo di rivalità. Ma mi sento anche con altri della mia generazione, da Gerry Scotti a Paolo Bonolis. Non è che il successo di uno toglie qualcosa all'altro. Mi fa sorridere quando si commentano i dati di ascolto e si dice 'uno ha battuto l'altro'". Così Carlo Conti nel corso di un panel alla Milano Music Week.
Non si può fare Sanremo senza pensare a Pippo Baudo
''Pippo Baudo lo sento spessissimo, c'è un rapporto stretto e quindi non puoi non fare Sanremo senza pensare a lui''. Lo stesso Sanremo Giovani, che Conti è tornato a proporre per l'edizione 2025 ''è una sua eredità diretta - ha osservato - e l'ho voluto fortemente, perché dà delle opportunità''. Quindi ha fatto notare come i suoi programmi siano sempre musicali ''anche durante il Covid ho inventato 'Top 10' giocando sulle hit parade del passato. È fantastico il fermento che c'è, dei produttori, dei musicisti, degli stessi autori. C'è stata una rinascita della discografia negli ultimi 10 anni''.
''Nelle mie piccole cose televisive - ha poi aggiunto - cerco sempre di allargare la forbice. Magari il nipote fa scoprire Achille Lauro alla nonna e la nonna Edith Piaf al nipote''. Sono 'piccole cose' ha sottolineato Conti, perché ''mica faccio un intervento a cuore aperto, faccio televisione e non credo che dal mio lavoro dipenda la vita di un uomo…''. Nelle edizioni del Festival che ha curato in passato ''ho fatto ciò che faceva Baudo - ha ricordato - un mosaico con tanti sapori, seguendo la tendenza principale del periodo, ed è quello che farò anche quest'anno. Poi la parte principale la fa la discografia di oggi''.
Le novità di Sanremo 2025
"Avevamo previsto 24 canzoni ma le aumenteremo". Spiega il direttore artistico. I brani in gara "verranno annunciati il primo dicembre al Tg1 delle 13.30". "Non ne potrò mettere 40 perché poi deve iniziare il dopofestival e non posso andare oltre".
Inoltre, "nella serata delle cover i cantanti in gara potranno fare duetti tra loro". La serata delle cover sarà slegata dal festival e avrà un suo vincitore perché - come ha spiegato il conduttore - "in gara a Sanremo c'è la canzone e non il cantante".
