La polemica

La chat su Signal: ma è davvero sicura?

La chat su Signal: ma è davvero sicura? @web

Il contenuto della chat "top secret" aperta per errore al giornalista Jeffrey Goldberg, gli europei accusati di essere scrocconi, le falle nella protezione di dati militari

All'inizio, Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic, non pensava che la chat dove era stato inserito inaspettatamente fosse davvero quella del gabinetto di Trump. Una chat su Signal, il servizio di messaggistica cifrata molto popolare tra i giornalisti e attivisti. 

Tra i nomi dei 18 partecipanti gli saltano subito agli occhi quelli di JD Vance, vice di Trump, e poi M.A.R., forse l'acronimo di Marco Antonio Rubio, segretario di Stato, e poi un altro, Pete Hegseth, segretario alla Difesa. 

Sulla chat, chiamata "Gruppo ristretto sugli Houthi", a Goldberg arrivano i primi messaggi. Goldberg pensa che sia una bufala. 
Poi, sabato 15 marzo, “nel parcheggio di un supermercato” controlla la chat di Signal e legge della necessità di procedere ad un attacco contro gli Houthi; un paio di ore dopo, dallo Yemen, arrivano le notizie di un bombardamento sulla capitale Sana'a, con 53 morti. Proprio i raid di cui la chat Signal aveva discusso poco prima. 

Hegseth ai giornalisti nega e accusa il reporter di raccontare bufale: "Spaccia spazzatura", dice alla stampa, per poi passare a esaltare le truppe statunitensi bersagliate dagli Houthi e che “difendono la libertà di navigazione di tutti, anche degli europei”. 

Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic
26/03/2025

I risvolti diplomatici: “Europei parassiti”

Gli europei però, nei messaggi della chat, non sembrano trattati come si conviene a Paesi alleati. Vance, secondo cui l'operazione in Yemen sarebbe un errore, scrive: "Odio salvare di nuovo gli europei". Questo perché, afferma, dal canale di Suez passa solo il 3% di merci americane ma il 40% di quelle europee. Ripristinando quelle rotte mettendole in sicurezza, dunque, faremmo un favore agli europei.  

Rincara Hegseth: “VP (vice Presidente, ndr), condivido pienamente il tuo odio per il parassita europeo". Però i funzionari, scrive sempre Hegseth “avevano anche discusso della possibilità che l'Europa pagasse per la protezione statunitense delle principali rotte di navigazione”.  

Waltz quindi chiarisce “che sia ora o tra diverse settimane, dovranno essere gli Stati Uniti a riaprire queste rotte di navigazione". E non nasconde che proprio su incarico del presidente, il suo gruppo insieme ai dipartimenti di Stato e della Difesa stanno lavorando per capire ”come calcolare i costi associati e addebitarli agli europei". "Presto - aggiunge l'utente identificato con SM - chiariremo all'Egitto e all'Europa cosa ci aspettiamo in cambio".   

Intanto, Trump, in un'intervista a NBC News, minimizza l'incidente: “l'unica svista in due mesi - dice - niente di serio”.

Le reazioni dei democratici

Non ho mai visto una falla di sicurezza del genere, dice in Senato, il leader dei democratici, Chuck Schumer, e chiede un'indagine completa sulla vicenda che apre ad altri grattacapi diplomatici per Washington.  

Doug Wilson, ex funzionario degli affari pubblici del Pentagono, ha definito la vicenda un exploit "da dilettanti". Anche Pete Buttigieg, ex segretario dei Trasporti di Joe Biden e veterano della Marina, è intervenuto: “Da una prospettiva di sicurezza operativa, questo è il livello più alto di cazzata (fuckup) immaginabile”.

“Questa è l’incarnazione dell’incompetenza”, ha detto a Politico il deputato Jake Auchincloss, democratico ed ex comandante di fanteria dei marine in Afghanistan.

Donald Trump e J.D. Vance
20/01/2025

 La “bufala” della sicurezza di Signal 

Certo, non è whatsapp e nemmeno telegram ma certo è che quella chat non è sicura e per diversi motivi. Utilizzarla come se fosse la classica chat delle mamme dei ragazzi delle medie e invece farla diventare un luogo in cui un pezzo importante della sicurezza nazionale americana si scambia informazioni sensibili, non è quello che è stato pensato dal dipartimento di sicurezza americano. Fonti del Pentagono e dello stesso dipartimento affermano che c’è molto sconcerto e imbarazzo per quanto accaduto. Ed affermare, come ha fatto Donald Trump, che nessuna informazione sensibile è stata divulgata e che Signal è sicuro, che si è trattato di un errore di Waltz che perdona ed è una brava persona, è esattamente il contrario di quel che afferma il direttore dell’Atlantic. Goldberg si è trovato per alcuni giorni all’interno di una chat in cui erano presenti altre 18 persone. Tra questi il vicepresidente JD Vance,  il direttore della Cia John Ratcliffe,  il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles, il consigliere Stephen Miller,  il segretario della Difesa Pete Hegseth, la direttrice dell'intelligence nazionale Tulsi Gabbard, il segretario di Stato Marco Rubio,  l'inviato Steve Witkoff,  il consigliere di Donald Trump Mike Waltz che è, come si direbbe in gergo, l’amministratore del gruppo. 

Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Mike Waltz, intervistato a Abc News "This Week"
26/03/2025

Le informazioni sensibili

In quella chat almeno una informazione sensibile c’è stata, perché nel “Gruppo ristretto sugli Houthi", a Goldberg, il direttore dell’Atlantic, arrivano i primi messaggi e tra questi anche informazioni militari sensibili sugli imminenti attacchi statunitensi in Yemen. Raid che, a poche ore dai messaggi, avvengono davvero. Poi possiamo anche affermare che forse informazioni sensisbili sono anche quelle che si riferiscono al rapporto con l’Europa, con l’Egitto se è vero che possono provocare pesanti risvolti diplomatici.

Come funziona la sicurezza delle comunicazioni del Governo e del Consiglio di Sicurezza Nazionale

La sicurezza delle comunicazioni degli alti funzionari del governo degli Stati Uniti, come afferma Leon Panetta, ex direttore della CIA e segretario alla Difesa tra il 2011 e il 2013, è cosa seria. “Ai miei tempi i piani d’attacco venivano discussi solo nella Situation Room nel Consiglio di sicurezza. Non ci si può permettere un’infrazione di questo tipo con la sicurezza degli Stati Uniti”. 

Il protocollo del governo degli Stati Uniti richiede infatti che le informazioni con il massimo livello di segretezza debbano essere discusse di persona, in stanze protette, con i dispositivi digitali, compresi i telefonini, che vengono lasciati all’esterno. E se si partecipa da remoto ci si collega con sistemi di comunicazione protetti gestiti dal governo. Tra questi non figura Signal. 

Ma non solo. Si deve comunicare da stanze protette. Ce ne sono diverse negli Stati Uniti e molte a Washington, ma anche nelle ambasciate all’estero, nelle basi militari. Hanno un accesso protetto, sono schermate contro ogni tipo di intercettazione e possono essere anche allestiti nelle case dei più importanti funzionari di governo.