Relazioni diplomatiche legate a doppio filo con quelle commerciali. Ben dieci gli accordi bilaterali tra Roma e Ankara suggellati dall'incontro nella Capitale italiana tra la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
L'Italia è il quinto partner commerciale della Turchia, il secondo in Europa dopo la Germania e il primo nel bacino del Mediterraneo. Un ruolo che il vertice interministeriale di oggi, il quarto nella storia dei due Paesi, mira a consolidare attraverso più di 620 realtà imprenditoriali (345 italiane, 275 turche). Il commercio tra i due Paesi ha superato i 32 miliardi di dollari nel 2024. Numeri che segnano una crescita del 15% rispetto al 2023. “Vogliamo passare da 30 a 40 miliardi” assicura Meloni in conferenza stampa congiunta col leader turco.
Sul tavolo di villa Pamphilj a Roma ci sono "misure per rafforzare la cooperazione" e un dialogo che Erdogan ha definito "diretto e franco" su "questioni regionali e globali attuali". E non solo: i due leader hanno condiviso preoccupazioni comuni su difesa e sicurezza. Le guerre in corso in Ucraina e Medioriente hanno spinto e spingono anche sul fronte degli approvigionamenti alimentari (il grano passato dal mar Nero grazie alla mediazione turca) quello dell'immigrazione e della sicurezza.
"L"Italia ribadisce il suo pieno sostegno ripetiamo agli sforzi del presidente Trump per arrivare a una pace giusta e duratura". "Ho ringraziato il Presidente Erdogan per l'opera di mediazione che ha portato avanti fin dall'inizio della guerra di invasione russa dell'Ucraina, in particolare per far fronte all'impatto sulla sicurezza alimentare", ha detto la premier.
Sia Palazzo Chigi sia la Farnesina hanno in passato espresso parole di apprezzamento per i tentativi di Erdogan di mediare tra Kiev e Mosca. Dunque "la Turchia continuerà ad essere impegnata per ogni sforzo possibile per una soluzione" alla guerra in Ucraina "il sostegno all'integrità territoriale e alla sovranità dell'Ucraina in quanto attore effettivo anche della sicurezza del Mar Nero", ha ribadito Erdogan.
Erdogan a Roma: "Nostra priorità la sicurezza sul Mar nero e il cessate il fuoco a Gaza"
Poi c'è l'industria bellica turca: cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, un fattore che ha riavvicinato Ankara all'Europa. Lo scorso 5 marzo Leonardo e la turca Baykar (guidata dal genero di Erdogan, Selcuk Bayraktar, che ha acquisito Piaggio-Aerospace), hanno firmato un'intesa per una collaborazione nello sviluppo dei velivoli senza pilota. Droni da sorveglianza e da attacco sia a terra che in volo, velivoli da guerra potranno essere progettati, sviluppati e prodotti dalla joint-venture tra le due aziende che puntano a conquistare il mercato europeo.
Un secondo accordo, questo tra Tim Sparkle e Turkcell, intende connettere la Turchia all'Italia e all'ecosistema europeo delle telecomunicazioni. “Realizzeremo una dorsale digitale all'avanguardia lunga circa 4.000 chilometri che attraverserà il Mediterraneo e migliorerà la connettività tra l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia".
Ankara e l'immigrazione irregolare
Gli interessi di Turchia e Italia nel Mediterraneo Orientale e in Libia costituiscono un altro ambito dove i rapporti tra i due Paesi sono destinati a espandersi. L'importanza assunta da Ankara in Libia può essere una chiave sia nel contenimento dei flussi migratori sia nelle future politiche energetiche. “Continueremo a collaborare su lotta a immigrazione irregolare” assicura il leader turco in conferenza stampa.
Conflitto nella Striscia di Gaza
Più complicata la situazione Medio Oriente tra i "punti importanti affrontati". Per Erdogan è "priorita" ripristinare cessate il fuoco a Gaza. Tuttavia il presidente turco non lesina attacchi a Israele e continua a dialogare con Hamas per un cessate il fuoco. La sicurezza nel Mar Nero è importante sottolinea il turco.
"A Gaza la situazione è sempre più tragica, l'Italia sostiene gli sforzi dei Paesi arabi per lavorare non solo a un piano di ricostruzione credibile della Striscia ma anche a un quadro di pace e di sicurezza duraturo a livello regionale", ha assicurato Meloni al suo ospite turco.
Insomma intese commerciali che cementano un'alleanza che potrebbe presto allargarsi anche sul piano geopolitico, frutto di elazioni notevolmente migliorate oggi se pensiamo che le relazioni tra Italia e Turchia hanno visto negli ultimi decenni alti e bassi. L'ultima pagina nera ad aprile 2021, quando l'allora premier Mario Draghi aveva definito il presidente turco "un dittatore" e scatenato una crisi diplomatica. Poi nel 2022 la ripresa del dialogo, con la firma ad Ankara di 9 protocolli di intesa. A margine del primo incontro con Meloni al G20 di Bali, a fine novembre 2023, il presidente turco espresse parole di apprezzamento per Meloni, definita "risoluta e diretta". E oggi non lancia un invito ufficiale all'Italia "Desidero ospitare il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ed il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel prossimo periodo" in Turchia.
Le opposizioni sono scettiche, il presidente turco è stato recentemente criticato per l'arresto del suo principale oppositore: il sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu. La sua visita in Italia prosegue nel pomeriggio prima in Vaticano e poi al Quirinale.
