La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha respinto i ricorsi del 2014 di Silvio Berlusconi e Fininvest sul Lodo Mondadori. La Grande Camera ha escluso violazioni del diritto a un giusto processo, accesso a un tribunale e protezione della proprietà privata sul risarcimento a CIR. Ha dato ragione su motivazione inadeguata delle spese processuali in Cassazione e, a maggioranza (6-1), negato lesione della presunzione di innocenza.
La guerra di Segrate, il Lodo Mondadori, e le tangenti degli anni '80
Negli anni '80, Silvio Berlusconi, allora presidente Fininvest, e Carlo De Benedetti, presidente CIR, si contesero il controllo di Arnoldo Mondadori Editore nella cosiddetta "guerra di Segrate". Un arbitrato del 1990 assegnò la maggioranza a CIR (50,3%), ma la sentenza del giudice Vittorio Metta a Roma ribaltò tutto a favore di Fininvest.
L'inchiesta "toghe sporche" scoprì tangenti per 420 milioni di lire da fondi neri Fininvest, tramite All Iberian, a Metta e altri. Previti e complici furono condannati definitivamente nel 2007 per corruzione.
Risarcimenti e condanne civili
Nel 2009, il Tribunale di Milano ordinò a Fininvest di pagare 750 milioni di euro a CIR per "perdita di chance" da processo imparziale; l'appello ridusse a 564 milioni (pagati nel 2011), la Cassazione confermò 541 milioni netti nel 2013. Berlusconi fu definito corresponsabile.
Il ricorso alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo
Silvio Berlusconi e Fininvest si rivolsero alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) nel 2014 per contestare le sentenze considerate ingiuste.
Berlusconi lamentava violazioni del diritto a un equo processo (art. 6 CEDU), sostenendo che il giudizio civile per il risarcimento a CIR fosse viziato da parzialità e mancanza di motivazione, specie in Cassazione sulle spese processuali. Contestava anche l'impatto sulla presunzione di innocenza (art. 6/2), data la definizione di "corresponsabile" nonostante l'assenza di condanna penale diretta.
Fininvest denunciava lesione del diritto di proprietà (Protocollo 1, art. 1) per i 541 milioni netti pagati, definendoli sproporzionati e privi di base legittima dopo la corruzione accertata in "toghe sporche".
Il ricorso mirava a ribaltare l'annullamento del Lodo del 1990 e i risarcimenti del 2009-2013. La Grande Camera CEDU respinse già i punti chiave nel 2017-2018, confermando le sentenze della giustizia italiana salvo su motivazione spese.
Legale Fininvest: “Delusi, Berlusconi fu vittima”
"Prendiamo atto della deludente decisione della Cedu, che non ha minimamente colto la forza e la fondatezza dei punti fondamentali dei nostri ricorsi. Restiamo profondamente convinti di tutte le nostre valutazioni, a partire dal fatto che Silvio Berlusconi in Italia è stato vittima di una grave ed evidentissima violazione del fondamentale principio della presunzione d'innocenza, in quanto le sentenze italiane che in sede civile hanno deciso il risarcimento alla Cir hanno affermato fosse colpevole, mentre in sede penale era stato prosciolto già in udienza preliminare". Lo afferma il legale di Fininvest, Andrea Saccucci, commentando la decisione della Corte europea dei diritti umani sulla vicenda del Lodo Mondadori.
"Non è un caso - aggiunge l'avvocato - che la decisione della Corte sul punto non sia stata unanime e che un giudice del collegio abbia espresso un'opinione dissenziente. Quanto alla Fininvest, restiamo convinti, in base alle regole consolidate della legge italiana, che le pretese di Cir al risarcimento non fossero in alcuna misura ammissibili. Ci riserviamo ogni più approfondita valutazione della sentenza anche ai fini di un ricorso dinanzi alla Grande Camera della Corte".
