Nella tarda mattinata di oggi, lunedì 19 gennaio, l’interrogatorio di garanzia di Atif Zouhair, il compagno di scuola accusato del fendente mortale che ha ucciso venerdì scorso il giovane “Aba”.
Zouhair si trova in carcere, dopo le dichiarazioni rese durante l'interrogatorio, poco dopo l'accoltellamento.
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha incontrato nei giorni scorsi, nella prefettura di La Spezia, i genitori di Youssef Abanoub, ucciso a scuola dal compagno. Il padre, disperato, teneva in mano la foto del ragazzo con delle ali sulle spalle. Accanto a lui, il questore Sebastiano Salvo. È questa l'istantanea tragica della mattinata dove tutto ormai è stato chiarito, ma lascia un dolore indicibile per le famiglie e i compagni di scuola.
Il 16 gennaio 2026 all’Istituto Einaudi-Chiodo, lo studente Youssef Abanoub, 18 anni, di origini egiziane e residente da anni con la famiglia a La Spezia, è stato accoltellato in classe da un compagno di scuola, Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, che aveva portato con sé un lungo coltello da cucina. Lo testimoniano anche le immagini registrate dai compagni con gli smartphone.
Valditara, in prefettura, ha preso parte al comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato in seguito ai fatti dell'istituto Einaudi Chiodo.
In queste ore sono arrivate le scuse accorate dei familiari dell'omicida, scuse respinte dai familiari di Abu: “Non le accetteremo mai, la famiglia non lo ha educato”.
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La ricostruzione dei fatti
La lite, iniziata prima nei bagni e poi nel corridoio, sembra sia nata da questioni sentimentali legate a foto scambiate con una ragazza. Atif avrebbe inviato a Youssef un messaggio tipo “Domani ti sistemo io” prima dell’aggressione. Atif avrebbe affrontato Abanoub prima nel bagno della scuola durante l'intervallo e poi nel corridoio, dove lo ha colpito con un coltello. Un docente ha disarmato l’omicida in attesa dell'intervento della polizia.
Youssef è stato soccorso, sottoposto a un lungo intervento chirurgico all’ospedale Sant’Andrea e trasferito in rianimazione, ma è deceduto in serata il 16 gennaio nonostante i tentativi dei medici di salvarlo.
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Lo zio di Abu: “C'è garanzia del ministro per un intervento rapido”
"Giustizia", ecco cosa hanno chiesto i parenti di Youssef Abanoub al ministro Valditara nell'incontro in prefettura alla Spezia. "Hanno riconosciuto che noi rispettiamo le leggi e la giustizia. Ci hanno detto che stanno lavorando e che ci sarà un intervento rapido del Governo per applicare la giustizia adesso, anche per evitare che ci siano altri episodi del genere", ha spiegato lo zio del 18enne ucciso, uscendo dalla prefettura.
Gli amici: “La mamma sta morendo di dolore”
Chiedono una legge "subito, prima che ci siano altre vittime. Non domani, non dopo tre-quattro vittime, subito". Una legge che tuteli gli studenti all'interno delle scuole. "La vittima non è una, le vittime sono cinque: tutta la famiglia, la mamma sta morendo di dolore". Sono queste le parole dei parenti e degli amici di Abu. Dopo una manifestazione silenziosa davanti all'obitorio dove giace la salma del ragazzo, tutti si sono recati sotto la prefettura dove è in corso il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del ministro Valditara.
Manifestazione spontanea di centinaia di ragazzi davanti all'istituto di via XX Settembre.
Ripresa delle lezioni, per la prima volta in aula, dopo la tragedia. A La Spezia, i compagni di scuola ricordano "Aba", Abanoub Youssef, davanti all'Istituto Einaudi Chiodo.
Centinaia di giovani, non solo dell'Ipsia, ma anche del liceo Mazzini, del Fossati, e degli altri istituti superiori della città si sono ritrovati di fronte all'ingresso della scuola.
Poco dopo le 8.00, una ragazza è salita in spalla a un compagno e ha attaccato un foglio con la scritta "Vogliamo giustizia" sull'ingresso, poi ha chiuso le porte. Dall'altra parte un collaboratore scolastico le ha spalancate nuovamente: "È un luogo pubblico e le porte devono rimanere aperte". La Digos è intervenuta a placare gli animi.
Sulla home page del sito scolastico, le parole della dirigente Gessica Caniparoli:
“Lunedì 19 gennaio, l’Istituto accoglierà tutti gli studenti ed inizierà il percorso di elaborazione del tragico lutto che ha colpito la comunità scolastica. Saranno giorni di dolore condiviso, grazie anche al supporto psicologico attivato. Saranno giorni in cui impegnarci per essere concretamente vicini alla famiglia di Abanoub. Voglio rassicurare le famiglie: grazie al costante supporto del Ministro Valditara e di tutte le istituzioni deputate, le misure messe in atto garantiranno la sicurezza dei ragazzi. Agli studenti, chiedo di dare il conforto ai loro professori ed a tutto il personale scolastico, scossi come voi da questa terribile tragedia. Abbiamo bisogno di voi”.
La fidanzata minorenne di Zouhair su Instagram: “Avevo cercato di evitare litigi tra loro due”
"Sì, sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita. Chiederei di non inventare gossip scherzando sulla morte di un ragazzo che tra l'altro ho fatto il possibile per evitare litigi fra i due". È quanto pubblicato con due storie su Instagram dalla ragazza minorenne e fidanzata di Zouhair Atif, il 19enne arrestato. Il giovane ha detto agli inquirenti di aver accoltellato il suo compagno di scuola, Youssef Abanou, perché con lei la vittima avrebbe scambiato delle foto di quando erano piccoli.
Il post della ragazza risale a poche ore dopo la notizia della morte di Abanou. "Non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo - prosegue - anzi non gli ho rivolto parola (come giusto che sia) sono stata sottoposta ad altro [il riferimento sarebbe ad un interrogatorio della polizia - ndr]. È stato sconvolgente anche per me. Chi ha visto parli, chi sa mi scriva, ogni testimonianza è importante. Sentirò tutti appena posso, sono l'unica che può fare qualcosa, e combatterò fino all'ultimo per lui e la sua famiglia. Le mie più grandi condoglianze alla famiglia, che cercherò di contattare al più presto".
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Valditara: “Metal detector nelle scuole con accertata criticità”
A La Spezia il ministro Valditara ha anche precisato la sua proposte del metal detector nelle scuole. Così l'ha dettagliata: "non può essere un utilizzo generalizzato, soltanto laddove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica e se si dovesse accertata la reale criticità della situazione. Se in una scuola, lo affermo e lo ribadisco, ci dovesse essere un problema serio di sicurezza, ci fossero prove di una diffusione nel porto dei coltelli o di altre armi improprie, credo che tutti dovrebbero convergere sul fatto che in quella scuola bisogna intervenire".
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Sindaco Peracchini proclama lutto cittadino nel giorno dei funerali
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini comunica che, in occasione della celebrazione dei funerali della giovane vittima Youssef Abanoub del grave episodio di omicidio avvenuto all'interno dell'istituto scolastico, sarà proclamato il lutto cittadino il giorno della data del funerale, che sarà resa nota successivamente.
La decisione è stata comunicata dal primo cittadino durante il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, "in pieno accordo - si legge nella nota - con le più alte istituzioni dello Stato, quale segno di partecipazione collettiva al dolore della famiglia e dell'intera comunità, profondamente colpita da una tragedia che ha scosso la coscienza civile del Paese".
Nel giorno del lutto cittadino, le bandiere sugli edifici pubblici saranno esposte a mezz'asta e saranno sospese o ridotte le attività e le manifestazioni pubbliche non essenziali, secondo le modalità che verranno comunicate con apposita ordinanza che sarà firmata dal sindaco successivamente.
"Il lutto cittadino - prosegue la nota - vuole essere un momento di raccoglimento, rispetto e riflessione, nel ricordo della vittima e come testimonianza della vicinanza delle istituzioni alla comunità scolastica, agli studenti, al personale e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo drammatico evento. Si invita la cittadinanza a partecipare con compostezza e senso di responsabilità a questo momento di cordoglio condiviso".
