Il Comitato paralimpico internazionale (Ipc) ha vietato alla squadra ucraina di indossare in occasione dei Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 una divisa da cerimonia ritenendone il design “troppo politico”, perché mostra la mappa dell'Ucraina con tutte le regioni amministrate comprese Donbas e Crimea. Valeriy Sushkevych, presidente del Comitato paralimpico ucraino, ha spiegato che la divisa contestata, disegnata dal designer Viktor Anisimov, era destinata alle cerimonie e non alle competizioni e che ora verrà cambiata. "Questa uniforme era molto bella, molto significativa e gridava con enfasi che l'Ucraina esiste nel mondo, in Europa, con tutti i suoi territori non occupati dalla Russia", ha osservato Sushkevych.
Secondo l'Ipc, però, la divisa contiene un messaggio politico. "Sono vietati testi di inni nazionali, parole motivazionali, messaggi pubblicitari/politici o slogan legati all'identità nazionale. Una mappa di un paese rientra in questa categoria", ha scritto.
L'Ucraina sarà presente alle Paralimpiadi 2026 con la delegazione più grande di sempre, 25 atleti e 10 guide. Sushkevych recentemente aveva definito "un tradimento" la decisione del Comitato paralimpico internazionale di permettere agli atleti russi e bielorussi di gareggiare ai Giochi paralimpici di Milano Cortina sotto le proprie bandiere, inno e colori nazionali. Una decisione presa già nell'autunno scorso con la maggioranza dei voti dell'assemblea generale dell'Ipc.
Paralimpiadi invernali. Ucraina boicotta l'apertura, no a russi e bielorussi con bandiere nazionali
Si tratta del secondo caso che riguarda l'Ucraina sportiva a Milano Cortina 2026 dopo quello del pilota di skeleton Vladyslav Heraskevych al quale il Comitato olimpico internazionale (Cio) non ha consentito di gareggiare perché voleva a tutti i costi indossare il casco raffigurante i volti di atleti e allenatori ucraini morti nel conflitto con la Russia. Il casco di Heraskevych era in violazione con la Carta olimpica che vieta espressioni politiche, religiose o di propaganda durante le competizioni.
