Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux. Le modalità, spiegano le sigle sindacali, "saranno precisate "insieme alla "prosecuzione dello stato di agitazione". La proclamazione arriva al termine dei due giorni di trattativa al ministero delle Imprese e del Made in Italy dove, spiegano i sindacati, "Electrolux ha chiesto l'intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro", offrendo "solo modifiche limitate al piano industriale e conferma la chiusura del sito di Cerreto d'Esi". L'azienda aveva sospeso il piano di licenziamenti e le chiusure per 50 giorni a metà giugno.
"Electrolux non solo ha ribadito la richiesta al governo di intervenire su questioni di fondo che incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della Cbam, ma ha aggiunto l'intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare. Gli esuberi complessivi in Italia passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati. Inoltre lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono già scaduti senza rinnovo". È quanto affermano le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm, in una nota congiunta, al termine del tavolo Electrolux al Mimit.
"Esprimiamo - si legge - la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni. Per questo riteniamo esaurito il confronto per così dire tecnico e chiediamo la riconvocazione urgente del tavolo con il ministro e le regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva possibile per far cambiare idea alla multinazionale".
Electrolux: sospeso il piano licenziamenti
I cinque stabilimenti di Electrolux in Italia: dalle lavatrici alle cappe aspiranti
Electrolux, fondata nel 1919 in Svezia, è uno dei principali produttori mondiali di elettrodomestici, con decine di stabilimenti in Europa, Asia e Americhe. In Italia l’azienda è presente da decenni con una decina di siti tra produzione, logistica e uffici. Qui ci sono cinque stabilimenti produttivi che coprono l'intera “gamma del bianco”. Tra il 2023 e il 2025 Electrolux ha impegnato in Italia centinaia di milioni di euro distribuiti sui cinque stabilimenti, con un focus su automazione, efficienza e decarbonizzazione. Per il solo 2025 il gruppo ha annunciato investimenti in Italia di circa 72 milioni di euro, a fronte di una prevista leggera crescita dei volumi produttivi.
Lo stabilimento di Solaro (Milano), 640 dipendenti, è dedicato principalmente alla produzione di lavastoviglie per i marchi Electrolux, AEG e Zanussi, destinati al mercato europeo e in parte anche extra‑UE. Qui sono stati investiti circa 26 milioni nel 2023 e 31 milioni previsti nel 2024 per lavastoviglie, con forte impegno in automazione e ottimizzazione.
Lo stabilimento di Porcia (Pordenone), 1500 dipendenti, è focalizzato su lavatrici e lavasciuga (lavatrici a carica frontale e a carica dall’alto e asciugatrici). Qui sono stati investiti circa 20 milioni nel 2023 e altri 12 milioni nel 2024; oltre 47 milioni di investimenti totali in Italia nel 2025 includono anche opere su questo sito.
Lo stabilimento di Susegana (Treviso), 1000 dipendenti, produce frigoriferi e congelatori (frigoriferi combinati, side‑by‑side e colonne frigo), posizionandosi come polo del freddo del gruppo in Italia. È il polo più rilevante: nel 2019 c'è stato qui un investimento superiore a 130 milioni di euro che ha creato le due linee d’assemblaggio “Genesi”, rendendo il sito una delle aree più automatizzate del gruppo. Nel 2023–2026 è stato poi varato un nuovo piano da circa 110 milioni di euro per produrre frigoriferi da incasso, con nuova linea, aumento del gettito orario e politiche di riqualificazione professionali.
Lo stabilimento di Forlì, 850 dipendenti, è specializzato nella produzione di forni e piani cottura (forni elettrici a incasso, piani cottura a induzione, a gas e misti), spesso venduti anche con i marchi Frigidaire e Zanussi. Qui sono stati investiti circa 5 milioni nel 2023 e 8 milioni nel 2024, con un calo di volumi ma un rafforzamento impiantistico.
Lo stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona) si occupa di cappe per cucina (cappe aspiranti da incasso, a parete e a isola), completando la gamma dei prodotti per la cucina collegati ai fornelli e piani cottura. È quello che dovrebbe chiudere totalmente, con la perdita di tutti i 170 posti di lavoro. Tutto questo nonostante i 3 milioni di euro investiti sia nel 2023 sia nel 2024, con aumento previsto dei volumi nel 2024.
