La guerra di Gaza, giorno 274

Media: "Da Hamas c'è un primo ok al piano Biden" per il cessate il fuoco

AP Photo/Jehad Alshrafi
Il negoziato proseguirà in Qatar. 25 morti negli ultimi attacchi israeliani sulla Striscia. Ancora lanci di droni dal Libano. A Tel Aviv nuove proteste per il rilascio degli ostaggi

Il capo della Cia la prossima settimana in Qatar per la ripresa dei negoziati

Il capo della Cia Bill Burns si recherà a Doha, in Qatar, la prossima settimana per riprendere i negoziati finalizzati a raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi ancora nell'enclave. Lo riferisce il sito di Walla citando fonti israeliane. Una volta a Doha, Burns avrà incontri con il primo ministro del Qatar, il capo del Mossad e il capo dell'intelligence egiziana.

Idf: la scuola colpita a Nuseirat era centro comando di Hamas

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver attaccato una scuola gestita dall'Unrwa nel campo profughi di Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza, affermando che la struttura era utilizzata dagli agenti di Hamas come centro di comando. Le autorità sanitarie palestinesi hanno dichiarato che nell'attacco sono morte almeno 16 persone e circa 50 sono rimaste ferite. Prima di colpire la scuola al-Jaouni, l'Idf afferma di aver adottato "molte misure" per ridurre al minimo i danni ai civili. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito, gli edifici all'interno del complesso scolastico venivano utilizzati dagli agenti di Hamas come "nascondiglio e come infrastruttura operativa attiva, da cui venivano pianificate e realizzate operazioni terroristiche contro le nostre forze operative nella Striscia di Gaza". Secondo Israele, al momento dell'attacco erano presenti diversi agenti del gruppo palestinese.

Israele, manifestanti davanti a casa di Netanyahu: "Hai sangue sulle mani"

Un manifestante tiene un cartello che denuncia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una manifestazione di attivisti di sinistra contro il governo israeliano a Tel Aviv il 6 luglio 2024, nel corso del conflitto in corso nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas

Hamas: 16 morti in una scuola che ospitava sfollati a Nuseirat

Il ministero della Sanità del governo di Hamas che governa la Striscia di Gaza ha annunciato sabato che 16 persone sarebbero state uccise in un attacco israeliano contro una scuola che ospitava sfollati a Nuseirat, nel centro del territorio palestinese. Il ministero, che ha condannato uno "spregevole massacro", ha dichiarato che 50 persone sono rimaste ferite. Contattate dall'agenzia France-Presse, le Forze di difesa israeliane (Idf) non hanno commentato la notizia.

Attacco aereo israeliano 100 km in profondità in territorio libanese, un morto

Un uomo è morto in un attacco aereo israeliano contro un veicolo vicino alla città di Shaat, nel distretto nord-orientale di Baalbek, roccaforte di Hezbollah, a circa 100 chilometri dal confine. Lo riferisce il Times of Israel

Il capo del Mossad: Hamas deve accettare l'accordo senza modifiche

Il capo del Mossad, David Barnea, che ha avuto colloqui in Qatar lo scorso fine settimana, ha trasmesso ai mediatori di Doha un messaggio secondo cui, per portare avanti l'accordo per la liberazione degli ostaggi e il cessate il fuoco, Hamas deve accettare lo schema elaborato inoltrato e adottato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden senza apportarvi modifiche. Ynet ha appreso che la visita di Barnea è durata molte ore per affrontare le questioni rimaste aperte. Barnea ha incontrato il primo ministro del Qatar, Mohammed al-Thani, e i rappresentanti dell'intelligence egiziana.

Protesta a Tel Aviv, manifestanti si fingono morti

Manifestanti si sdraiano simbolicamente a terra durante una manifestazione di attivisti di sinistra contro il governo israeliano a Tel Aviv il 6 luglio 2024, nel corso del conflitto in corso nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas

Israele, nuove proteste a favore del rilascio degli ostaggi

Come ogni sabato da settimane, anche stasera in Israele sono previste manifestazioni per il rilascio degli ostaggi. La maggiore come sempre sarà a Tel Aviv, dove gli organizzatori hanno chiamato in piazza i cittadini per sostenere l'accordo che si starebbe profilando con Hamas per una tregua a Gaza e il rilascio dei rapiti. "Portare avanti l'accordo - hanno sostenuto in una nota - è un dovere morale, il più urgente e importante in questo momento, e dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per evitare che questa opportunità cruciale sia ostacolata". Intanto un gruppo di famiglie degli ostaggi si è raccolta fuori il ministero della Difesa a Tel Aviv (l'unico dicastero che non si trova a Gerusalemme) per spingere affinché il governo accetti l'intesa. "Per la prima volta in tanti lunghi mesi - ha detto Einav Zangauker, il cui figlio Matan è tra i rapiti del 7 ottobre - siamo speranzosi". Poi, riferendosi al premier Benyamin Netanyahu, ha detto che questa "è un'occasione che non può essere mancata".

Forze israeliane in un campo profughi in Cisgiordania, feriti tra i palestinesi

 Fonti palestinesi riferiscono che sei palestinesi sono stati feriti dal fuoco delle Forze di difesa israeliane (Idf) nel campo profughi di Balata a Nablus, in Cisgiordania. Una fonte militare israeliana ha dichiarato al quotidiano Haaretz che i soldati sono entrati nel campo e hanno aperto il fuoco dopo essere stati colpiti.

Forze israeliane: trovati tunnel e lanciarazzi vicino a Gaza City

 L'esercito israeliano ha annunciato che le truppe che operano a Shujaia, vicino Gaza City, hanno localizzato "imbocchi di tunnel e lanciatori di razzi a lungo raggio". Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui la presenza dei lanciatori e dei razzi è indice che Hamas si "sta riorganizzando nella zona".

Media: "Da Hamas primo ok a piano Biden"

Hamas ha dato un primo via libera al piano elaborato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden per il cessate il fuoco di sei settimane nella Striscia di Gaza in cambio della liberazione di numerosi ostaggi, tra cui donne, anziani e feriti in cambio di centinaia di detenuti palestinesi. Lo scrive il Times of Israel citando una fonte di Hamas e una fonte egiziana a condizione di anonimato. Secondo loro il movimento islamico palestinese che governa Gaza vorrebbe ''garanzie scritte sulla carta'' sull'avvio dei negoziati per la fine con conflitto durante la tregua. Si tratta comunque di un cambio di prospettiva rispetto a quando Hamas chiedeva, come condizione per il rilascio degli ostaggi, la fine della guerra e il ritiro di tutte le truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. 

Se il compromesso sarà messo in atto si arriverebbe quindi a una prima tregua dei combattimenti dal novembre scorso e si aprirebbe la strada ai negoziati. Ma questo non costituisce una garanzia che si arrivi a un accordo, fa notare il Times of Israel. Le fonti hanno spiegato che durante il cessate il fuoco "pieno e completo" di sei settimane, le forze israeliane si ritirerebbero dalle aree densamente popolate di Gaza e consentirebbero il ritorno degli sfollati alle loro case nel nord dell'enclave. In questi 42 giorni Hamas, Israele e i mediatori potrebbero negoziare i termini di un accordo che porti al rilascio degli ostaggi maschi rimasti, sia civili sia soldati, affermano i funzionari citati dal giornale israeliano. In cambio, Israele libererebbe altri prigionieri e detenuti palestinesi. Nella terza fase è infine previsto il ritorno di tutti gli ostaggi rimasti, compresi i corpi dei prigionieri morti, e l'inizio di un progetto di ricostruzione della Striscia di Gaza che durerà anni.  

Forze israeliane: quattro droni lanciati stamattina dal Libano

Le forze di difesa israeliane hanno riferito di aver rilevato almeno quattro droni esplosivi lanciati questa mattina dal Libano meridionale e che la difesa aerea ne ha abbattuti due, mentre gli altri sono caduti in aree aperte. Dopo il suono delle sirene che avvertivano dell'infiltrazione di un oggetto aereo sospetto, il sistema Iron Dome ha intercettato un drone sopra la città di Kyriat Shmona e un altro nella zona dell'Alta Galilea, mentre gli altri due sono caduti vicino alla comunità di Beit Hillel. Dopo l'intercettazione a Kyriat Shmona, le sirene sono suonate di nuovo a causa del pericolo di caduta di schegge; ma non sono stati segnalati feriti in nessuna delle località colpite. L'aviazione israeliana ha colpito nella notte "obiettivi terroristici" di Hezbollah nel sud del Libano: due combattenti identificati che operavano nella zona di Bint Jbeil, una struttura militare a Kfarkela e "infrastrutture terroristiche" nelle zone di Bint Jbeil e Yarine.

L'agenzia Wafa: sei morti e due feriti in un attacco israeliano a Rafah

L'agenzia palestinese Wafa ha riferito che sei persone sono state uccise e altre due sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira un veicolo a nord-ovest di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. 

Hamas: almeno 25 morti negli attacchi israeliani di oggi sulla Striscia

 Almeno 25 persone, tra cui cinque giornalisti, sarebbero state uccise sabato in diversi attacchi israeliani nel campo profughi di Nuseirat e a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, mentre le truppe israeliane continuano la loro offensiva a Rafah e Shujaiya, una roccaforte di Hamas a Gaza City. Lo riferiscono fonti mediche dell'amministrazione della Striscia, controllata da Hamas. Alcune delle vittime sarebbero state colpite all'interno, o nelle immediate vicinanze, di scuole dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA); a Deir al Balah, ma anche nei campi di Bureij e Maghazi, tutti nella zona centrale della Striscia. 

Un uomo che lavora per l'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione (URNWA) fissa il sangue di una vittima all'ingresso del magazzino dell'agenzia, colpito da un attacco israeliano nel campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza.

Hamas, sale a 38.098 il bilancio delle vittime a Gaza

Il ministero della Salute di Hamas ha aggiornato a 38.098 il bilancio delle vittime nel territorio palestinese dall'inizio della guerra con Israele, quasi nove mesi fa. Almeno 87 persone sono state uccise nelle ultime 48 ore, ha affermato in un comunicato, aggiungendo che dal 7 ottobre nella Striscia di Gaza sono rimaste ferite 87.705 persone.

Hamas incontra alleati palestinesi su proposta tregua

La leadership di Hamas ha incontrato ieri sera i leader delle altre fazioni della "resistenza palestinese" per discutere della proposta di cessate il fuoco avanzata dal gruppo a Israele e che sara' negoziata la prossima settimana a Doha. "Come parte del lavoro nazionale congiunto e della continua comunicazione di fronte all'aggressione sionista e all'eroica fermezza del nostro popolo, una delegazione di leader di Hamas ha incontrato il segretario generale della Jihad islamica, Ziyad Nakhala, e il vice segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Jamil Mezher", ha affermato Hamas in un comunicato sui suoi canali ufficiali. La dichiarazione non specifica dove si è svolto l'incontro o quali leader di Hamas vi hanno partecipato, ma indica che si è discusso degli "eventi politici e degli sforzi della resistenza per fermare l'aggressione sionista nella Striscia di Gaza". "Hanno esaminato le idee dettagliate scambiate con i mediatori e hanno sottolineato che gli obiettivi della resistenza sono: fermare l'aggressione contro il nostro popolo, che si ritirino le forze di occupazione, fornire al nostro popolo aiuti e ricostruzione, nonche' un giusto accordo per lo scambio di prigionieri", si legge. "Le idee che abbiamo presentato aderiscono ai principi di base ma sono caratterizzate dalla flessibilita' necessaria per fermare l'aggressione a Gaza", ha detto il leader di Hamas in Libano e membro dell'ufficio politico, Osama Hamdan.

Stadio Gaza diventa rifugio per migliaia di palestinesi sfollati

Migliaia di sfollati palestinesi nel nord della Striscia di Gaza hanno cercato rifugio in uno degli stadi più grandi del territorio. Qui le famiglie cercano di resistere con poco cibo e acqua. Le loro tende di fortuna abbracciano l'ombra sotto i posti a sedere dello stadio, con i vestiti appesi al sole di luglio sul campo di calcio polveroso e secco. Sotto le panchine coperte, dove un tempo si sedevano i giocatori, Um Bashar fa il bagno a un bambino in piedi in una vasca di plastica. Insaponando i capelli del bambino, questi si agita e rabbrividisce mentre lei gli versa l'acqua gelida sulla testa e lui si aggrappa ai sedili di plastica per tenersi in equilibrio. La donna ha raccontato che sono stati sfollati più volte, l'ultima a causa delle nuove operazioni di Israele contro Hamas nel quartiere di Shijaiyah, a Gaza City. "Ci siamo svegliati e abbiamo trovato i carri armati davanti alla porta", racconta. "Non abbiamo portato nulla con noi, né un materasso, né un cuscino, né vestiti, né niente. Nemmeno il cibo". Con un gruppo di altre 70 persone è fuggita allo stadio sportivo di Yarmouk, a poco meno di 3 chilometri a nord-ovest di Shijaiyah, che è stato pesantemente bombardato e in gran parte svuotato all'inizio della guerra. Molte delle persone che sono finite nello stadio dicono di non avere nulla da cui tornare. "Abbiamo lasciato le nostre case", ha detto un uomo, Hazem Abu Thoraya, "e sono state bombardate e bruciate, così come tutte quelle intorno a noi".

Proposta Hamas, prima fase tregua 16 giorni, poi colloqui

La proposta per una tregua a Gaza rielaborata da Hamas prevede che entro 16 giorni dalla prima fase dell'accordo inizino i colloqui per il rilascio dei soldati israeliani ancora prigionieri. La proposta, secondo quanto riferito da una fonte di Hamas citata dal Times of Israel, garantisce che i mediatori garantiscano un cessate il fuoco temporaneo, la consegna degli aiuti e il ritiro delle truppe israeliane mentre i colloqui proseguono per realizzare la seconda fase dell'accordo. Ieri, il capo del Mossad David Barnea ha discusso a Doha dell'ultima proposta prima di tornare in Israele. La prossima settimana, ha annunciato il governo Netanyahu, una delegazione israeliana tornerà in Qatar per proseguire i colloqui. Secondo Walla News, Barnea ha informato i mediatori del Qatar che Israele respinge la richiesta di Hamas di un impegno scritto che i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco possano estendersi indefinitamente se necessario. 

Media: 13 morti negli ultimi raid d'Israele sulla Striscia

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 13 persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite tra ieri sera e stanotte in bombardamenti israeliani che hanno colpito la Striscia, in particolare la città di Gaza e i campi profughi di Maghazi e Nuseirat.

Abu Mazen si congratula con Starmer: "Aiuti Stato palestinese"

Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si è congratulato ieri sera con il nuovo primo ministro britannico Keir Starmer, ha resto noto l'ufficio del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp).  In un comunicato citato dai media locali Abu Mazen afferma disperare che il nuovo governo del Regno Unito lavorerà con Ramallah per raggiungere la pace, la stabilità e lo sviluppo in Medio Oriente e per aiutare il popolo palestinese "a ottenere i propri diritti legittimi, la libertà e l'indipendenza in uno Stato palestinese sovrano con Gerusalemme Est come capitale".  "Un cessate il fuoco immediato" da parte d'Israele nella Striscia di Gaza è stata ieri la prima richiesta del nuovo ministro degli Esteri britannico laburista David Lammy: una presa di posizione più netta di quella sostenuta dal governo conservatore di Rishi Sunak, ma anche dallo stesso Starmer nei mesi scorsi.

Austin sente Gallant, Usa a fianco Israele contro minacce Iran

Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha parlato ieri al telefono con il suo omologo israeliano Yoav Gallant per "discutere le sfide alla sicurezza regionale e le continue minacce alla regione da parte dei gruppi sostenuti dall'Iran", rende noto il Pentagono.  "Austin ha riaffermato l'impegno ferreo degli Stati Uniti nei confronti della sicurezza di Israele e del diritto" dello Stato ebraico "all'autodifesa, sollecitando anche una riduzione della tensione e il sostegno agli sforzi diplomatici in corso per risolvere il conflitto" nella Striscia di Gaza, si legge in un comunicato pubblicato sul sito del Dipartimento della Difesa americano. Austin ha inoltre "espresso un forte sostegno agli sforzi in corso per finalizzare un cessate il fuoco e un accordo sugli ostaggi come l'opportunità più promettente per riportare tutti" i prigionieri israeliani "a casa sani e salvi", aggiunge il portavoce Pat Ryder nella nota del Pentagono.

Ventiduenne ucciso in raid di Israele a Ramallah

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che ieri un 22enne è stato ucciso e altre due persone ferite in una operazione delle forze israeliane a ovest di Ramallah, in Cisgiordania. Almeno sette invece i palestinesi che sarebbero morti durante gli scontri armati a Jenin.

Israele, negoziato prosegue la prossima settimana in Qatar

La prossima settimana una delegazione israeliana andrà in Qatar per proseguire il negoziato per il cessate il fuoco a Gaza. Lo riportano i media israeliani. A Doha c'è stato un colloquio tra il capo del Mossad, David Barnea e il primo ministro qatariota Mohammed bin Adulrahman bin Jassim Al Thani.

 

Casa Bianca, probabile incontro Biden-Netanyahu fine mese

Il presidente americano Joe Biden e il premier israeliano Benjamin Netanyahu "probabilmente si vedranno quando il primo ministro" sarà a Washington alla fine di luglio: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, senza ulteriori dettagli, parlando a bordo dell'Air Force One. Il leader israeliano è stato invitato a tenere un discorso al Congresso americano il 24 luglio. I due uomini, la cui relazione è notoriamente complicata, hanno avuto ieri uno scambio telefonico dedicato ai negoziati in corso per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, accompagnato dal rilascio degli ostaggi. Joe Biden ha offerto a Israele il suo sostegno politico e militare, dopo l'attacco senza  precedenti di Hamas del 7 ottobre e durante tutta la guerra condotta da allora nei territori palestinesi. Ha però espresso pubblicamente alcune riserve sul modo in cui Benjamin Netanyahu sta orchestrando l'offensiva militare, mentre il bilancio delle vittime tra i civili palestinesi continua a salire e la Striscia di Gaza attraversa una grave crisi umanitaria. Il presidente americano aveva in particolare minacciato di mettere in discussione la fornitura di armi americane, cruciali per Israele, nel caso di una grande operazione di terra a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.