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Medio Oriente

Trump invita Netanyahu ad entrare nel Board of Peace

Afp
Il premier israeliano ne aveva contestato la composizione "Contraria alla nostra politica". Trump pone il generale Jeffers a capo della forza per Gaza: "Trasformiamo i sogni in realtà".
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Trump ha esteso l'invito a far parte del Board of peace anche a Netanyahu

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esteso l'invito al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, o a qualcuno che lo rappresenti, a far parte del Board for peace a Gaza. Lo riferisce Ynet

Due donne nel board per Gaza: un'emiratina e un' olandese

Sono Reem Al-Hashimy e Sigrid Kaag le uniche due donne inserite nella Gaza Executive Board annunciata dalla Casa Bianca nell'ambito del "Board of Peace", il meccanismo internazionale promosso dall'amministrazione Trump per sostenere la governance transitoria e la ricostruzione della Striscia dopo la guerra.Nell'elenco dei membri compaiono accanto a figure politiche e finanziarie di primo piano e a rappresentanti regionali, dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan al diplomatico qatariota Ali Al-Thawadi. Ministra degli Emirati Arabi Uniti per la Cooperazione internazionale (in carica dal 2016), Al-Hashimy è una delle figure più riconoscibili della diplomazia emiratina, abituata a muoversi nel punto di contatto tra politica estera, sviluppo e grandi progetti economici. Il suo profilo e' legato anche alla stagione dell'Expo: ha avuto un ruolo di primo piano nella macchina organizzativa che ha portato Dubai a ospitare l'eventio nel 2020, esperienza che ne ha rafforzato il posizionamento come manager pubblica e "facilitatrice" di partnership internazionali. La scelta di inserirla nel board su Gaza arriva mentre gli Emirati - che hanno normalizzato i rapporti con Israele nel 2020 - cercano da tempo di accreditarsi come attore pragmatico nelle partite regionali più delicate, anche sul fronte degli aiuti e della ricostruzione.

Sigrid Kaag, olandese, ex vicepremier e ministra nei governi dei Paesi Bassi, è oggi una delle figure-chiave dell'architettura umanitaria Onu legata alla crisi di Gaza. Dal gennaio 2024 è Senior humanitarian and reconstruction coordinator for Gaza: un incarico nato per coordinare e verificare i flussi di aiuti verso la Striscia e rafforzare i meccanismi di consegna umanitaria.Nel gennaio 2025, inoltre, le Nazioni Unite le hanno affidato ad interim anche il ruolo di Special coordinator for the middle east peace process, ulteriore segnale del peso politico-diplomatico della sua esperienza nel quadrante mediorientale e nel sistema ONU. Per Washington, la presenza di Kaag nel board offre un profilo di garanzia sul terreno umanitario, in una cornice che sta già suscitando polemiche: Israele, ad esempio, ha espresso contrarietà alla composizione dell'organismo, soprattutto per il coinvolgimento della Turchia.Nel board a trazione politica e finanziaria delineato dalla Casa Bianca, Al-Hashimy e Kaag rappresentano due anime complementari: la leva della cooperazione e della ricostruzione e la catena umanitaria e di coordinamento internazionale. E sono, almeno nella prima lista ufficiale, le uniche due donne chiamate a sedere a un tavolo destinato - nelle intenzioni - a incidere sulle scelte operative e sulla "fase due" della governance di Gaza.

Campo profughi di Jabalia , Gaza
17/01/2026

Idf rivela l'eliminazione di capi brigata di Hamas e Jihad che hanno attaccato le truppe

L'Idf e lo Shin Bet hanno rivelato le identità di diversi membri di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese uccisi in recenti attacchi in tutta la Striscia di Gaza, che Israele ha dichiarato essere stati condotti in risposta a una "violazione flagrante" della cessazione del fuoco nell'enclave avvenuta all'inizio della settimana a Rafah, quando uomini armati hanno aperto il fuoco contro le truppe. Tra questi Muhammad Hamed Muhammad al-Hawli, identificato in precedenza dal senior ufficiale di Hamas Osama Hamdan come comandante locale delle Brigate al-Qassam.

capi brigata di Hams
17/01/2026

Haaretz:"Netanyahu era informato sui membri del Board of peace"

Dopo la dichiarazione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu secondo cui la composizione del comitato direttivo a Gaza non è stata coordinata con Israele, il sito in ebraico del quotidiano Haaretz riferisce che la composizione del comitato era stata coordinata con Netanyahu e che la sua protesta contro la decisione dell'amministrazione Usa sarebbe motivata da "ragioni di immagine". In precedenza una nota dell'ufficio di Netanyahu ha reso noto che il premier ha incaricato il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar di rivolgersi al segretario di Stato Marco Rubio sulla questione "nonostante il fatto che Netanyahu sia solito gestire personalmente i rapporti con l'amministrazione statunitense",sottolinea Haaretz.

Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore israeliano
17/01/2026

Eisenkot, ex capo di statomaggiore e leader del partito di centro israeliano: "Netanyahu ha perso il controllo della situazione a Gaza"

Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore e leader del partito di centro israeliano Yashar, ha criticato la linea del primo ministro Benjamin Netanyahu sulla gestione del 'giorno dopo' nella Striscia di Gaza, affermando che 'Israele ha perso il controllo della situazione'. La presa di posizione arriva dopo il comunicato dell'ufficio del premier contro la composizione del comitato incaricato della gestione di Gaza. Secondo Eisenkot, "l'assenza di un'iniziativa e di decisioni israeliane chiare ha aperto un vuoto che avrebbe consentito ad altri Paesi di intervenire nella gestione di Gaza  sopra la testa di Israele, con il coinvolgimento anche di Turchia e Qatar. A suo giudizio, il passaggio alla fase due, dopo risultati militari ottenuti a costi elevati, non sarebbe una scelta israeliana ma un'imposizione internazionale, frutto di un vuoto di leadership e di visione strategica e di decisioni dettate da interessi politici ristretti". Eisenkot, che durante l'ultima guerra ha perso il figlio e un nipote caduti a Gaza, è una delle voci più critiche all'interno dell'attuale dibattito politico sulla conduzione del conflitto e sulla strategia israeliana per il futuro della Striscia.

Haaretz riferisce che "Trump ha invitato 60 Paesi a unirsi al Board of peace tra cui l'Italia"

Diverse fonti hanno riferito a Haaretz che lo statuto del Board of Peace per Gaza del presidente Donald Trump è stato inviato sabato a circa 60 capi di Stato, tra cui Turchia, Egitto, Argentina, Indonesia, Italia,Marocco, Gran Bretagna, Germania, Canada e Australia, insieme a un invito a unirsi al Consiglio. Israele non è ancora stato invitato come Stato membro, scrive Haaretz

Il Ministro israeliano ben Gvir: "A Gaza non serve un Board of Peace. Bisogna tornare a combattere con forza nella Striscia"

Il ministro israeliano per la Sicurezza  Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha chiesto un "pieno ritorno alle  operazioni militari" a Gaza, dopo che l'ufficio del premier Benjamin  Netanyahu ha dichiarato che la composizione del consiglio esecutivo  del Board of Peace per la Striscia non è stata coordinata con Israele  ed è in contrasto con la politica del Paese. Tra i membri del comitato figurano alti funzionari di Turchia e Qatar, entrambi critici verso la gestione della guerra da parte di Israele.  La Striscia "non ha bisogno di alcun 'consiglio di governo' per la sua riabilitazione" - ha scritto Ben Gvir in un post su X in ebraico - ma  deve essere "ripulita dai terroristi di Hamas", incoraggiando inoltre  l'emigrazione volontaria su larga scala, secondo il piano originario  del presidente Trump. Il ministro ha chiesto a Netanyahu di "istruire  le Forze di Difesa israeliane a prepararsi a tornare in combattimento  nella Striscia con forza schiacciante, per raggiungere l'obiettivo  centrale della guerra: la distruzione di Hamas".

La Jihad islamica: "Il Consiglio di Pace fa gli interessi di Israele"

La Jihad Islamica palestinese ha accolto con freddezza l'annuncio di Donald Trump sulla formazione del suo Consiglio di Pace per Gaza, ritenendo che i suoi membri sono stati scelti per servire gli interessi di Israele. "Siamo rimasti sorpresi dalla composizione del cosiddetto 'Consiglio di Pace' e dai nomi annunciati, scelti secondo criteri israeliani e al servizio degli interessi dell'occupazione, il che dimostra chiaramente intenzioni negative premeditate riguardo all'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco", in vigore dal 10 ottobre nella Striscia di Gaza, si legge in una dichiarazione

Gaza, il campo profughi di Jabalia
17/01/2026

Netanyahu contro i nomi in Board of Peace: "Contrari alla nostra politica"

L'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu rende noto che "l'annuncio sulla composizione del comitato direttivo di Gaza, che è subordinato alla Conferenza di Pace, non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica. Il Primo Ministro ha incaricato il Ministro degli Affari Esteri di sollevare la questione con il Segretario di Stato degli Stati Uniti".

Il ministro degli Esteri egiziano: "Anche al Sisi nel Consiglio per Gaza, come già previsto"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi a unirsi al Board of Peace per Gaza. Lo ha rivelato il ministro degli Esteri Badr Abdelatty durante una conferenza stampa con il suo omologo bosniaco affermando che “stiamo esaminando tutti i documenti ricevuti”. Il ministro degli Esteri egiziano ha ricordato che “la formazione del Consiglio è stata annunciata in conformità con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che prevedeva l'istituzione di un Consiglio di Pace presieduto dal Presidente Trump e composto da 25 capi di Stato di tutto il mondo, tra cui l'Egitto”. Ha quindi affermato che “la questione è attualmente in fase di esame da tutte le angolazioni”.

Milei pubblica la lettera di Trump ai componenti del Board of Peace: "Trasformiamo sogni in realtà"

Questo è “il momento di trasformare i sogni in realtà”: scrive così in uno dei passaggi della lettera di invito al Board of Peace, Donald Trump, ai leader che ne faranno parte. La missiva è stata pubblicata su X dal presidente dell'Argentina Javier Milei, che l'ha ricevuta e ha ringraziato il presidente americano. “È per me un grande onore invitarvi a unirvi a me in uno sforzo storico e grandioso per consolidare la pace in Medio Oriente e, allo stesso tempo, intraprendere un nuovo e audace approccio alla risoluzione del conflitto globale” scrive Trump nella lettera; "è un onore aver ricevuto l'invito", ha commentato Milei.

Ankara: Trump ha invitato Erdogan a far parte del Board of Peace per Gaza

Donald Trump ha “invitato” il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a far parte del Board of Peace per Gaza. Lo comunica la presidenza turca. Ieri era stato annunciato che Hakan Fidan, il ministro degli Esteri turco, farà parte del Consiglio esecutivo del Consiglio per la Pace. “Il 16 gennaio 2026, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in qualità di presidente fondatore del Board of Peace, ha inviato una lettera invitando il nostro presidente Recep Tayyip Erdogan a diventare membro fondatore del Board” ha scritto Burhanettin Duran, direttore delle comunicazioni della Repubblica Turca.

Lapid critica il governo Netanyahu: "Il Consiglio per Gaza è il suo fallimento"

Il capo dell'opposizione Yair Lapid critica aspramente in un post su X il governo israeliano dopo l'annuncio americano sul ‘Consiglio di pace’. “Da un anno dico al governo: 'Se non promuovete la soluzione egiziana con gli Stati Uniti e il mondo, finirete con la Turchia e il Qatar a Gaza. Ieri sera è stata annunciata la composizione del Consiglio di pace: la Turchia al suo interno, il Qatar al suo interno e, secondo l'Idf, Hamas con 30.000 uomini armati a Gaza. Si tratta di un completo fallimento politico del governo Netanyahu, dopo l'eroismo e l'infinito sacrificio dei soldati e dei comandanti dell'Idf”, scrive Lapid.

Chi sono i primi membri del board per Gaza

Da Blair a Banga, da Rubio a Kushner, la Casa Bianca ha reso noti i nomi dei componenti del nuovo "Consiglio della pace" dell'amministrazione Trump per Gaza. Sotto la guida del presidente americano, il comitato esecutivo fondatore supervisionera' il lavoro di un comitato di tecnocrati incaricato della governance temporanea di Gaza e della sua ricostruzione. Ogni membro del board si occupera' di un portafoglio che sara' "essenziale per la stabilizzazione di Gaza", ha aggiunto la Casa Bianca. Ma non e' ancora chiaro chi sara' responsabile di quali priorita'. Per ora nella lista non figurano donne, fa notare la Bbc. Il primo nome non e' certo una sorpresa: l'ex premier britannico, Tony Blair. L'ex leader del partito laburista e' stato primo ministro del Regno Unito dal 1997 al 2007 e ha guidato il Paese nella guerra in Iraq nel 2003, una decisione che potrebbe far si' che alcuni considerino controversa la sua presenza nel consiglio. Dopo aver lasciato l'incarico, dal 2007 al 2015 e' stato inviato per il Medio Oriente del Quartetto di potenze internazionali (Nazioni Unite, Unione europea, Stati Uniti e Russia). Sir Tony e' l'unico membro fondatore del consiglio esecutivo a non essere cittadino statunitense. In precedenza aveva descritto i piani di Trump per Gaza come "la migliore possibilita' di porre fine a due anni di guerra, miseria e sofferenza". Un altro asso e' Marco Rubio, in qualita' di segretario di Stato americano e' al centro dell'approccio dell'amministrazione Trump alla politica estera. Prima del ritorno di Trump alla carica, Rubio si era espresso contro un cessate il fuoco a Gaza, affermando che voleva che Israele "distruggesse ogni elemento di Hamas su cui riuscisse a mettere le mani". Ma da allora ha elogiato la prima fase dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, firmato in ottobre, definendolo il piano "migliore" e "unico". Sempre a ottobre, Rubio ha criticato la mossa del parlamento israeliano verso l'annessione della Cisgiordania occupata. 

Non poteva mancare l'inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, magnate del settore immobiliare e compagno di golf di Trump. All'inizio di questo mese, Witkoff ha annunciato l'inizio della seconda fase del piano di Trump per porre fine alla guerra a Gaza, aggiungendo che prevede la ricostruzione e la completa smilitarizzazione di Gaza, compreso il disarmo di Hamas. Witkoff e' stato una figura centrale anche negli sforzi guidati dagli Stati Uniti per negoziare un accordo di pace tra Russia e Ucraina. A dicembre ha avuto un incontro di cinque ore con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. Ormai e' difficile separare Witkoff da Jared Kushner. Il genero del presidente degli Stati Uniti ha svolto un ruolo chiave nei negoziati di politica estera dell'amministrazione Trump. Insieme a Witkoff, Kushner ha spesso lavorato come mediatore statunitense nelle guerre tra Russia e Ucraina e tra Israele e Gaza. A novembre ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere i punti chiave dell'accordo di pace. Meno noto al grande pubblico invece e' il miliardario Marc Rowan, l'amministratore delegato di Apollo Global Management, una grande societa' di private equity con sede a New York. Rowan era considerato uno dei candidati alla carica di segretario al Tesoro degli Stati Uniti durante il secondo mandato di Trump.Tra i tecnici nella lista anche Ajay Banga, presidente della Banca Mondiale. Ha prestato consulenza a numerosi importanti politici statunitensi, tra cui il presidente Barack Obama, nel corso della sua lunga carriera. Nato in India nel 1959, Banga e' diventato cittadino statunitense nel 2007 e in seguito ha ricoperto la carica di Ceo di Mastercard per oltre un decennio. L'ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden lo ha nominato alla guida della Banca Mondiale nel 2023. 

E ancora: Robert Gabriel, gia' vice consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ha lavorato con Trump fin dalla sua campagna presidenziale del 2016; poco dopo e' diventato assistente speciale di Stephen Miller, un altro degli attuali consiglieri chiave di Trump. 

Infine, la Casa Bianca ha confermato che Nickolay Mladenov, politico bulgaro ed ex inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, sara' il rappresentante del consiglio sul terreno a Gaza. Supervisionera' un comitato tecnocratico palestinese separato, composto da 15 membri, il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (Ncag), incaricato di gestire l'amministrazione quotidiana della Gaza del dopoguerra.

Il consiglio locale sara' guidato da Ali Shaath, ex viceministro dell'Autorita' nazionale palestinese.

 

Wafa, neonata di 27 giorni muore per il freddo nella Striscia di Gaza

Una neonata di 27 giorni è morta a causa del freddo estremo a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. Lo scrive la agenzia palestinese Wafa, che cita fonti mediche, secondo cui la bambina, Aisha Ayesh al-Agha, è deceduta a Khan Younis a causa del freddo intenso. Il numero di bambini morti nella Striscia di Gaza a causa del freddo estremo dall'inizio della stagione è salito a otto, a causa della grave carenza di aiuti umanitari e della mancanza di materiale per il riscaldamento, sottolinea Wafa. Le fonti mediche hanno dichiarato che l'incidente evidenzia la gravità della situazione umanitaria nella Striscia, soprattutto per i bambini e gli sfollati che vivono in tende fragili e male equipaggiate per resistere al freddo. I residenti della Striscia di Gaza soffrono per la mancanza di alloggi e assistenza medica, e per la mancanza di materiale per il riscaldamento a causa della carenza di carburante, in un clima tempestoso, freddo e piovoso.

Idf: "Intercettati 2 droni che contrabbandavano armi"

Due droni entrati nello spazio aereo  israeliano da ovest sono stati intercettati dalle forze dell'esercito  israeliano. Lo ha riferito l'Idf. aggiungendo che i velivoli stavano contrabbandando sei fucili M-16.

Siria: esercito entra in zone Est Aleppo dopo ritiro curdi

L'esercito siriano ha annunciato di aver iniziato a penetrare in un'area della Siria settentrionale a est di Aleppo, dopo che il giorno precedente le forze curde avevano concordato di ritirarsi a seguito dei recenti combattimenti. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato, l'esercito ha affermato che le sue forze avevano "iniziato a penetrare nell'area a ovest del fiume Eufrate, a partire dalla citta' di Deir Hafer", da cui le forze curde avevano concordato di ritirarsi nella mattinata.

La Casa bianca annuncia ufficialmente la partenza della fase 2 per Gaza

17/01/2026
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Amministrazione provvisoria Gaza inizia lavori al Cairo

Il neocostituito comitato tecnico palestinese incaricato di amministrare temporaneamente la Striscia di Gaza ha iniziato i suoi lavori al Cairo, alla presenza del genero di Donald Trump, Jared Kushner.    Anche il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, che dovrebbe svolgere un ruolo chiave nella seconda fase del piano Trump per Gaza, ha partecipato alla riunione, ha dichiarato un membro del comitato  ad Afp. I membri dell'organizzazione si riuniranno di nuovo sabato per un'altra sessione di lavoro, ha aggiunto la fonte. "Speriamo di andare a Gaza la prossima settimana o quella successiva; il nostro  lavoro è lì e dobbiamo esserci", ha aggiunto il funzionario, "la priorità del comitato saranno i servizi pubblici, non saremo coinvolti in politica". Secondo fonti diplomatiche, il comitato avrà sede al Cairo, da  dove i suoi membri potrebbero recarsi regolarmente a Gaza. Costituito ufficialmente mercoledì, in concomitanza con l'annuncio Usa dell'attuazione della seconda fase del piano americano per porre fine  alla guerra a Gaza, il comitato è composto da 15 personalità palestinesi e ha il compito di amministrare provvisoriamente il territorio della striscia sotto il controllo di un Consiglio di Pace - presieduto da  Donald Trump - e di lavorare alla ricostruzione del territorio, devastato da due anni di guerra.

Casa Bianca, generale Jeffers a capo forza internazionale per Gaza

Il generale Usa Jasper Jeffers è stato nominato Comandante della Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf) per Gaza. La forza che dovrà "garantire la sicurezza, preservare la pace e stabilire un ambiente duraturo libero dal terrorismo". Lo ha annunciato la Casa Bianca. Il generale Jespers, informa una nota, "guiderà le operazioni di sicurezza, supporterà la smilitarizzazione completa e consentirà la consegna sicura degli aiuti umanitari e dei materiali per la ricostruzione".

 

Il presidente degli Stati Uniti nomina Marco Rubio e Tony Blair tra i sette consiglieri esecutivi del Consiglio di Pace per Gaza

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nominato il suo segretario di Stato, Marco Rubio, e l'ex premier britannico, Tony Blair, tra i sette consiglieri esecutivi del Consiglio di Pace che si occuperà della ricostruzione di Gaza. Lo riferisce una nota della Casa Bianca.

Il presidente degli Stati Uniti  Donald Trump ha nominato anche Steve Witkoff,  Jared Kushner, l'ad di Apollo  Management Marc Rowan, il banchiere statunitense ed ex ad di Mastercard Ajay Banga, Robert Gabriel. Il 'Board of Peace', sottolinea la Casa Bianca, "svolgerà un ruolo essenziale nell'attuazione di tutti i 20 punti del piano" degli Stati  Uniti "fornendo supervisione strategica, mobilitando risorse  internazionali e garantendo la responsabilità durante la transizione di Gaza dal conflitto alla pace e allo sviluppo".

"Ogni membro del Consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentaleper la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza,tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il afforzamento delle capacità di governance, le relazioni regionali, la ricostruzione, l'attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali", si legge in una nota della Casa Bianca, dove si precisa che S.E.Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro,ricoprirà il ruolo di Alto Rappresentante per Gaza e fungerà da collegamento sul campo tra il Board of Peace e il comitato tecnico di 15 palestinesi.  "Gli Stati Uniti rimangono pienamente impegnati a sostenere questo quadro di transizione, lavorando in stretta collaborazione con Israele, le principali nazioni arabe e la comunità internazionale per raggiungere gli obiettivi del Piano Globale. Il Presidente invita tutte le parti a collaborare pienamente con il NCAG, il Board of Peace e la Forza Internazionale di Stabilizzazione per garantire la rapida e proficua attuazione del Piano Globale", mette in evidenza la nota, aggiungendo che ulteriori nomine saranno annunciate nelle prossime settimane.

Donald Trump con il segretario di stato, Marco Rubio
15/11/2025

Il neocostituito comitato tecnico palestinese ha iniziato i suoi lavori al Cairo

Il neocostituito comitato tecnico palestinese incaricato di amministrare temporaneamente la Striscia di Gaza ha iniziato i suoi lavori al Cairo, alla presenza del genero di Donald Trump, Jared Kushner. E' quanto apprende Afp. Anche il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, che dovrebbe svolgere un ruolo chiave nella seconda fase del piano Trump per Gaza, ha partecipato alla riunione, ha dichiarato un membro del comitato ad Afp.  I membri dell'organizzazione si riuniranno di nuovo  per un'altra sessione di lavoro, ha aggiunto la fonte. "Speriamo di andare a Gaza la prossima settimana o quella successiva; il nostro lavoro è lì e dobbiamo esserci", ha aggiunto il funzionario, "la priorita' del comitato saranno i servizi pubblici, non saremo coinvolti in politica". Secondo fonti diplomatiche, il comitato avrà sede al Cairo, da dove i suoi membri potrebbero recarsi regolarmente a Gaza. Costituito ufficialmente mercoledì, in concomitanza con l'annuncio Usa dell'attuazione della seconda fase del piano americano per porre fine alla guerra a Gaza, il comitato è composto da 15 personalità palestinesi e ha il compito di amministrare provvisoriamente il territorio della striscia sotto il controllo di un Consiglio di Pace - presieduto da Donald Trump - e di lavorare alla ricostruzione del territorio, devastato da due anni di guerra.

Al Cairo le prime riunioni del Comitato tecnico palestinese

17/01/2026
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Il presidente Trump inconterà il presidente egiziano Al Sisi a margine del Forum economico di Davos

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrà un incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi lunedì a margine del Forum Economico Mondiale di Davos. Lo ha  riportato il quotidiano qatariota "Al-Araby Al-Jadeed" citando una  propria fonte. Secondo il giornale in quell'occasione è atteso un  annuncio sul Consiglio per la Pace nella Striscia di Gaza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il 'Board of peace' messo in piedi per Gaza

Il presidente degli Stati Uniti  Donald Trump vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il  'Board of peace' messo in piedi per gestire la seconda fase  dell'accordo per la Striscia di Gaza. Lo scrive il Financial Times citando proprie fonti e affermando che tra le zone a cui Trump  vorrebbe applicare lo stesso Board ci sono il Venezuela e l'Ucraina. Diplomatici occidentali e arabi, però, hanno espresso preoccupazione  in merito all'idea di conferire al nuovo organismo un mandato più  ampio per mediare ben oltre il Medio Oriente. Una persona informata  sull'idea ha affermato al Financial Times di credere che  l'Amministrazione Trump consideri il Board of Peace "come un  potenziale sostituto delle Nazioni Unite, una sorta di organismo  parallelo non ufficiale per gestire altri conflitti oltre a Gaza".  La proposta di ampliare il mandato del consiglio ha creato disagio negli altri governi, dato che l'organismo controllato da Trump è stato concepito per aiutare a governare l'enclave palestinese. "C'è cautela  nella regione riguardo'' a questa ipotesi, ha detto un diplomatico arabo, aggiungendo che l'argomento è stato discusso tra i funzionari  regionali. "Questa non è una procedura normale", ha aggiunto. Un  funzionario statunitense ha affermato che il Board of Peace è  incentrato sul conflitto tra Israele e Gaza

Le truppe di Israele hanno ucciso un adolescente palestinese nella Cisgiordania: "Era una minaccia immediata"i

Le truppe di Israele hanno ucciso  un adolescente palestinese nella Cisgiordania che correva verso di  loro con una pietra e rappresentava "una minaccia immediata", stando a quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane. I soldati  hanno aperto il fuoco diretto dopo che il ragazzo, descritto come un  "terrorista", non ha prestato ascolto ai colpi di avvertimento  nell'incidente avvenuto vicino al villaggio di Al-Mughayyir, nei  pressi di Ramallah, secondo l'esercito israeliano.  Il Ministero della Salute palestinese a Ramallah ha riferito che la  vittima aveva 14 anni. I residenti palestinesi del villaggio hanno scritto sul proprio sito web che le truppe hanno sparato al ragazzo  senza alcuna provocazione, mentre l'agenzia di stampa palestinese Wafa ha riportato scontri tra gli abitanti del villaggio e le forze  israeliane, culminati nella sparatoria mortale. Secondo Wafa, in  precedenza alcuni coloni israeliani erano entrati in un'area a sud del villaggio e avevano sparato contro i residenti e le loro proprietà.   L'esercito ha affermato che inizialmente i palestinesi avevano lanciato pietre contro i coloni israeliani, dato fuoco a pneumatici e  bloccato le strade di accesso. In risposta sono stati inviati dei  soldati nell'area, stando a quanto riferito da una portavoce Idf. Al  loro arrivo, decine di palestinesi hanno lanciato altre pietre,  provocando colpi di avvertimento in aria e poi il "fuoco per eliminare il terrorista". Le forze israeliane stavano cercando le persone  coinvolte nell'incidente, ha aggiunto.