Cinema

I 60 anni di Margherita Buy, l'antidiva del cinema italiano

I 60 anni di Margherita Buy, l'antidiva del cinema italiano Ansa
Dall'ipocondriaca depressa di Verdone alla regista confusionaria di Moretti, dalla madre alla moglie affranta di Ozpetek, i mille volti di una delle attrici più intense del cinema italiano

Più di sessanta film, tredici Ciak d'oro, sedici candidature e sette David di Donatello, sette Nastri d'argento, cinque Globi d'oro. Sono i numeri della carriera di Margherita Buy, una delle attrici più intense del cinema italiano, che compie 60 anni.

Nata il 15 gennaio del 1962, esordisce al cinema nel 1986 con "La seconda notte" di Nino Bizzarri, con cui vince il Globo d'oro come miglior attrice rivelazione assegnatole dalla Stampa Estera. Nel 1988 viene diretta da Daniele Luchetti in "Domani accadrà" e poi nel 1990 nel film "La settimana della Sfinge". Lo stesso anno interpreta la giovane protagonista del film "La stazione" che le porta un David di Donatello, un Nastro d'argento e un Ciak d'oro come migliore attrice protagonista.

Nel 1991 incomincia la sua collaborazione con Giuseppe Piccioni, che la dirige in "Chiedi la luna" al fianco di Giulio Scarpati. Il pubblico inizia a conoscerla con "La Stazione" di Sergio Rubini, ma il successo arriva con Carlo Verdone e il film "Maledetto il giorno che t'ho incontrato", in cui veste i panni di un'ipocondriaca depressa e complessata. che le apre la strada alla commedia. È il primo di tanti personaggi entrati nel cuore del pubblico, come la moglie affranta dalla perdita del marito che scopre che questi aveva un amante uomo da anni di "Le fate ignoranti", quella in crisi di "Manuale d'Amore", la bizzarra consorte di Silvio Orlando di 'Il Caimano', la delicata e intensa amante di Sabrina Ferilli di "Io e Lei".

Nel 1999 il complesso ruolo della suora costretta a confrontarsi con la maternità in "Fuori dal mondo" di Giuseppe Piccioni le fa vincere il secondo David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

Nel 2002 la Buy prende parte al film tv "Incompreso", remake dell'omonimo film di Comencini, al fianco di Luca Zingaretti, e lavora con Cristina Comencini ne "Il più bel giorno della mia vita"; nel 2003 esce nelle sale cinematografiche "Caterina va in città" di Paolo Virzì, altro grande successo.

Inizia poi una collaborazione serrata con Nanni Moretti e Ferzan Ozpetek. Nella primavera 2006 esce la pellicola "Il caimano" di Nanni Moretti e l'anno successivo, sotto la regia di Ozpetek, è Angelica nel corale "Saturno contro"; poi nel 2011 è la volta di "Habemus Papam" sempre di Nanni Moretti, in cui la Buy è una psicologa che prende in cura il pontefice depresso: questo ruolo le fa guadagnare un'altra candidatura come migliore attrice non protagonista ai David di Donatello 2012, anno in cui esce anche la pellicola "Magnifica presenza" di Ferzan Özpetek.

Nel 2015 arriva per l'attrice un ruolo fondamentale in "Mia madre" di Nanni Moretti: è una regista, alter ego dello stesso Moretti, impegnata nella realizzazione di un film sull'occupazione di una fabbrica, mentre la madre sta morendo in ospedale. La pellicola è stata presentata al 68º Festival di Cannes e per l'interpretazione Margherita vince il quinto David di Donatello, il sesto Nastro d'argento e il nono Ciak d'oro come miglior attrice protagonista, e viene candidata ai Globi d'oro 2015 come miglior attrice, ricevendo inoltre diversi apprezzamenti anche dalla critica internazionale,

Nella sua carriera c'è anche tanto teatro. Diplomata all'Accademia di Arte Drammatica di Roma, dove ha iniziato, Margherita Buy non ha mai dimenticato il suo primo amore. Tra gli ultimi spettacoli, quello del 2014 dal titolo 'Nel nome del padre' basato sul soggetto di Luigi Lunari per la regia di Patrick Rossi Gastaldi.

Da Natale, è protagonista al cinema del film "Sette donne e un mistero" insieme a Luisa Ranieri, Micaela Ramazzotti, Diana Del Bufalo, Sabrina Impacciatore, Ornella Vanoni e Benedetta Porcaroli per la regia di Alessandro Genovesi.