Quella di Bolzano è la più provincia più ricca d'Italia in termini di depositi bancari, con in media 30 mila e 400 euro sul conto di ogni altoatesino. All'estremo opposto Crotone, i cui abitanti possono contare su appena 9 mila e 600 euro. I dati arrivano da Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari) che ha realizzato uno studio sull'andamento dei conti correnti. Dopo Bolzano segue Milano con 27.900 euro a residente, Piacenza (26.800 euro), Sondrio (26.000) e Belluno (25.650).
Quanto ai costi, la gestione di un conto corrente è salita in 10 anni del 23%, passando da una media di 82,2 euro a 101,1 euro. Ad influire sull'incremento sono in particolar modo le spese variabili (bonifici, pagamenti, prelievi, ecc.), che segnano un aumento del +34,2%. Le spese fisse (canoni, carte, ecc.) registrano un incremento più contenuto pari al +17,6%, passando da 55,6 a 65,4 euro.
In termini nominali il valore dei depositi sui conti correnti è cresciuto del 28,3% in 10 anni, passando dai circa 906 miliardi di maggio 2026 agli attuali 1.163 miliardi, ma nello stesso periodo l'inflazione complessiva è risultata pari al 23,6%: al netto di tale componente, l'aumento della ricchezza si ferma al +4,7%.
“La crescita dei depositi bancari riflette la volontà delle famiglie di proteggersi in un contesto di persistente incertezza economica” sostiene il presidente Adusbef, Antonio Tanza. “Questo dato non va interpretato come indicatore di maggior benessere: spesso il risparmio è frutto della rinuncia ai consumi e di un atteggiamento prudenziale”.
