La performance nasce come un racconto intimo legato al senso di vergogna, alla soppressione di sé e alla necessità di sparire per poter sopravvivere. L'opera evolve poi in una riflessione politica sulle strutture sociali che impongono questa forma di invisibilità.
Attraverso il dualismo tra visibilità e occultamento, l'artista esplora come le aspettative culturali vengano interiorizzate dal corpo, manifestandosi nella voce, nei comportamenti e nello spazio fisico che decidiamo di occupare.
L'artista altoatesino Matteo De Caminada ha presentato la performance presso la Fondazione Antonio Dalle Nogare a Bolzano, in collaborazione con il Transart Festival.
La Fondazione Antonio Dalle Nogare è un centro d'arte contemporanea situato a Bolzano che unisce architettura e natura, nato per promuovere l'arte minimale e concettuale.
