Blitz dei Carabinieri

Omicidio Solimeno, tre arresti ad Eboli

Omicidio Solimeno, tre arresti ad Eboli Ansa

L'uomo fu ferito a settembre a colpi di pistola e morì un mese dopo in ospedale. Dietro il delitto una faida per il controllo di una piazza di spaccio

L'omicidio di Mario Solimeno, morto a 29 anni ad ottobre all'Ospedale dei Colli di Napoli dopo un mese di agonia, sarebbe maturato nell'ambito di una faida per il controllo di una piazza di spaccio al rione Pescara di Eboli, Comune a sud di Salerno. Un'area periferica piena di palazzine popolari realizzate con la legge 167, appetibile per lo smercio di droga e contesa almeno fra due gruppi familiari. 

La sera del 29 settembre, Mario Solimeno era in auto con il fratello quando è scattato l'agguato a colpi di pistola. Ferito gravemente alla testa, rimasto paralizzato dal collo in giù, è deceduto dopo un mese di ricovero a Napoli. Le indagini della Procura e dei Carabinieri del Comando provinciale di Salerno hanno portato all'arresto di tre fratelli: Giuseppe, Felice e Gaetano Celso, tutti con precedenti.

 In particolare, il gip del Tribunale di Salerno ha condiviso la tesi secondo la quale Giuseppe Celso sarebbe l'autore materiale del delitto, mentre Felice e Gaetano Celso avrebbero più volte minacciato i parenti della vittima per estorcere loro il denaro necessario a pagare gli avvocati che si sarebbero dovuti occupare della loro difesa. Il tentativo di estorsione è durato fino a quando i Celso hanno deciso di compiere un furto nell'abitazione dei Solimeno per recuperare i soldi. Gli inquirenti ritengono che fra le due famiglie vi fossero contrasti per gli affari sugli stupefacenti nella città di Eboli.