Chissà se allo stadio Do Dragao di Oporto tra poco più di un'ora il Napoli riuscirà a suonare lo spartito giusto. Finora il rendimento in Champions degli azzurri ha ricalcato quello del campionato: incostante, con più bassi che alti, una difesa tutt'altro che imperforabile e il solito stillicidio di assenti.
Il Porto può dare alla testa: e se in Europa gli uomini di Farioli hanno ancora uno zero nella casella "vittorie", in campionato i bianco-blu hanno fatto 10 su 10, uno score ben diverso da quello del Napoli di Allegri. Il tecnico livornese sa che una delle ragioni per cui gli è stata affidata la panchina azzurra è la Champions: per le casse del club, per il prestigio, per fare tornare gli azzurri nell'olimpo del calcio internazionale. Per evitare l'ubriacatura al Do Dragao serviranno concentrazione, pressione alta e una determinazione mostrata solo in parte quest'anno.
Solo così si potrà suonare lo spartito giusto per la serata e restare in corsa per i playoff, vero obiettivo della Champions azzurra. Allegri, di ritorno in panchina dopo la squalifica in campionato, sa che questa sera o si fa l'Europa o si rischia l'eliminazione.