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Minacce a don Ferrari, il Gip dispone nuove indagini

Minacce a don Ferrari, il Gip dispone nuove indagini TGR Emilia Romagna
Il sacerdote è il cappellano di Mediterranea, ong che si occupa del soccorso di migranti in mare

Il Gip del tribunale di Modena Antonella Pini Bentivoglio ha disposto nuove indagini sulle minacce subite da don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea, chiedendo alla Procura di identificare gli autori e i gestori dei due profili Twitter da cui a maggio e ad agosto 2021 partirono i messaggi al centro della denuncia querela presentata dal sacerdote. La Procura aveva chiesto l'archiviazione, ma il giudice non l'ha accolta, dopo che l'avvocato di don Ferrari si era opposto. 

Secondo il giudice non possono essere considerate legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero espressioni gravemente offensive e lesive dell'onore e della reputazione che "attraverso maligni parallelismi rappresentino espressioni di hate speeches". Quelle contro Ferrari sono espressioni che "certamente - per il gip - travalicano i limiti della continenza". Il legittimo dissenso rispetto alle idee, infatti, così si trasforma "in un attacco personale, un'aggressione alla dimensione morale, denigratoria della dignità della vittima (di cui viene anche riportata l'immagine fotografica) e oggettivamente tale da esporla al pubblico e generale disprezzo". In questo senso va inteso anche "l'ambiguo e solo apparentemente ironico augurio di avere un giubbotto di salvataggio" come era scritto in un altro tweet segnalato dalla querela del sacerdote, che è peraltro da tempo sottoposto a forme di protezione.