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Nzatu, un ponte tra Parma e l'Africa

Nzatu, un ponte tra Parma e l'Africa Tgr ER

Una startup sostenuta da imprenditori parmigiani punta sull'agricoltura rigenerativa, che rispetta la biodiversità e contrasta la deforestazione in 15 Paesi sub-sahariani

Un progetto imprenditoriale nato da un'idea di due sorelle originarie dello Zambia, Gwen Jones e Denise Jones Madiro, in cui hanno creduto nomi noti dell'imprenditoria parmense da tempo impegnati nella salvaguardia della fauna selvatica africana e nel sostegno alle comunità locali. 

Nzatu, che significa “nostro”, vuole mettere in contatto i mercati internazionali con i piccoli produttori locali che praticano coltivazioni sostenibili, lontane dall'agricoltura intensiva e dalle pratiche distruttive dettate da necessità di sussistenza, come il bracconaggio. 

Il primo prodotto che sarà lanciato a breve sul mercato statunitense è un caffè biologico coltivato in Uganda e tostato a Parma da uno storico marchio della torrefazione. 

Nel servizio di Maria Chiara Perri le interviste ad Andrea Chiesi, presidente di Nzatu, e a Michele Sofisti, Ceo di Nzatu