Sulla rete il film "La Croce di Ferro"

Sulla rete il film "La Croce di Ferro" Rai Tgr Fvg

Le montagne e la storia del Friuli Venezia sono le protagoniste dell'opera cinematografica nata e girata in regione, ambientata nel Friuli del 1944. Da ieri è visibile gratuitamente su YouTube, sul canale Deep Mind Film Factory

Momenti di apparente normalità, quella che la natura umana riesce a volte a far sopravvivere, in uno dei periodi più tenebrosi della storia del '900. Il luogo è il Friuli, l'epoca il 1944, quando occupazione e resistenza bagnavano di sangue queste terre. "La croce di ferro" è un film indipendente firmato dal giovane regista friulano Luca Bertossi insieme allo scrittore e sceneggiatore Emiliano Grisostolo e a Massimo Bocus, tutti corregionali.

Racconta dell'incontro forzato tra un partigiano ferito interpretato da Davide Caprioli, e un soldato tedesco smarrito tra le montagne carniche interpretato da Juraj Giorgio Valachovic, nella Zona d'Operazioni del Litorale Adriatico (OZAK), territorio sotto amministrazione militare tedesca.

Con una durata di 40 minuti, non è solo un racconto di guerra, ma un'indagine sulla natura umana messa alla prova da circostanze estreme. Odio, paura e istinto di sopravvivenza si intrecciano in un dramma ambientato tra le vette delle Alpi Carniche dove i due nemici devono collaborare per sopravvivere.

Il mediometraggio ha richiesto sei anni di lavorazione e la collaborazione di un  team composto da professionisti del cinema indi regionale, appassionati di storia e rievocatori storici. Completamente autofinanziate, le riprese, durate due anni dal 2022 al 2024, si sono svolte in alcune delle location più suggestive del Friuli-Venezia Giulia: Fusine, Val Bruna, Fagagna, Andreis e Val Colvera.

Deep Mind Film Factory, fondata sette anni fa da Bertossi, ha scelto di rendere "La Croce di Ferro" accessibile gratuitamente sul proprio canale YouTube dal 1° gennaio 2026, per permettere a un pubblico internazionale di scoprire questa pagina poco raccontata della storia italiana.

Montaggio Paolo Mariani