“L’obiettivo è salvaguardare posti di lavoro e sostenere progetti di sviluppo che garantiscano i livelli occupazionali e il futuro economico e industriale di Civitavecchia".
Questo è il proposito ribadito da tutti nell'incontro dedicato al futuro della Centrale termoelettrica a carbone di Torrevaldaliga nord, convocato e coordinato dalla vicepresidente della Regione Roberta Angelilli, con i rappresentanti del Ministero delle Imprese, dell'Enel e il sindaco del centro laziale.
L'impianto nacque nel dopoguerra. Dal 2003 si è riconvertito al carbone. Lo scorso anno è arrivato l'annuncio della sua chiusura, in base a quanto previsto dal Piano nazionale integrato energia e clima, a causa della grande quantità di emissioni inquinanti di Co2.
Ad ottobre Enel aveva confermato che la centrale chiuderà entro la fine del 2025 e che gli impianti verranno smontati.
Ora l'attenzione è rivolta al riutilizzo industriale di alcune aree, come quelle inserite Zona logistica semplificata e l’area di 36 ettari degli ex serbatoi. Il Ministero sarebbe pronto alla manifestazione di interesse. E' già in via di definizione un accordo di programma e sarebbe imminente l'arrivo un commissario di governo che potrebbe ampliare le zone industriali intorno alla centrale.
In gioco c'è anche il futuro di circa 800 di lavoratori.
Lunedì prossimo ci sarà un nuovo vertice al Ministero e poi, a Civitavecchia, un consiglio comunale straordinario.
