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Nuovo Gaslini, appalto da 164,4 milioni

Nuovo Gaslini, appalto da 164,4 milioni Gaslini
Il colosso delle costruzioni CMB batte la cordata Percassi, al termine della procedura comparativa. Giù i padiglioni 7 e 8. E spuntano un campus, un nido e una foresteria

Sarà il gruppo emiliano CMB a realizzare il nuovo ospedale Gaslini dopo l'assegnazione dell'appalto da parte del consiglio di amministrazione. Leader nel settore (ha già realizzato il Niguarda a Milano, il San Gerardo a Monza e il polo di Odense in Danimarca) la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, insieme a Mieci (gruppo Renovit, la più grande società italiana di efficienza energetica nata dall’iniziativa di Snam e CDP Equity) e Arcoservizi (società specializzata nel campo gestione calore), con la progettazione del consorzio Mythos  (uno dei principali attori nel settore della progettazione e direzione lavori in ambito sanitario), ha battuto il Raggruppamento temporaneo di impresa composto dalla cordata Percassi - Gemmo

Il Cda dell’Istituto (riunitosi ieri sera alla presenza del presidente Edoardo Garrone, del vicepresidente Luciano Grasso, dei consiglieri Luigi Carlo Bottaro, Mario Maria Costantino, Andrea Del Grosso, Federico Delfino, Alberto Maestrini, Maurizio Mauri e Pietro Pongiglione e dell’intero Collegio Sindacale, Tommaso Lucia, Luigino Patacchia e Isabella Lanzone) ha valutato quella di CMB come proposta preferibile, tra quelle identificate di interesse pubblico, al termine della procedura comparativa. 

La Direzione dell'ospedale pediatrico vuol completare il nuovo Padiglione Zero, integrato con il 17 e il 18, entro il 2026. Saranno demoliti i vecchi padiglioni 7 e 8. Il progetto, fra l'altro, prevede un campus universitario, una foresteria e un nido.

Il nuovo Gaslini avrà una superficie di 123 mila metri quadri. La Fondazione ha erogato 10 milioni di euro per la progettazione, altri 10 arrivano dal PNRR. Il totale dell'intervento è pari a 164,4 milioni.

LE TAPPE
Il 1 marzo 2022 era stato pubblicato l'avviso di consultazione di mercato, volta a sollecitare la presentazione di Proposte aventi ad oggetto la realizzazione dell’intervento di ammodernamento del Gaslini, con la realizzazione, ex novo, di un padiglione ospedaliero (cosiddetto Padiglione Zero per distinguerlo dai 20 già esistenti), la manutenzione straordinaria/rifunzionalizzazione di altri padiglioni deputati ad attività sanitaria e a servizi complementari nella sede dell’Ospedale e la gestione dei servizi di hard facility management, compresa la fornitura dei vettori energetici. Il 18 marzo sono state 32 le richieste di partecipazione e più di 100 i tecnici collegati per la giornata informativa prevista dopo la pubblicazione dell’avviso.

Il 1 aprile 2022 è arrivato il parere positivo della Soprintendenza alla possibile ricostruzione degli edifici 7 e 8, alla base di tutto il progetto di riqualificazione. Dal 31 agosto al 14 novembre sono stati perfezionati gli ulteriori atti del processo: dalla presentazione di tre proposte (RTI Percassi, RTI CMB, RTI Pizzarotti), alla costituzione di un Gruppo di lavoro all’interno dell’ospedale, che ha coinvolto oltre 60 professionisti del Gaslini, per un'ampia, condivisa e qualificata valutazione delle proposte in merito agli aspetti tecnico-progettuali, sanitari e alla sostenibilità economico-finanziaria, al fine di identificare la proposta fattibile e maggiormente rispondente agli obiettivi dell’Istituto, secondo i tradizionali criteri di trasparenza e competenza, fino alla redazione del documento finale di valutazione delle due proposte di interesse pubblico e ieri, infine, alla scelta attuata dal Cda dell’Ospedale.

Il prossimo passo, dopo una ulteriore fase di lavoro con il RTI prescelto per apportare al progetto ulteriori migliorie, sarà la messa a gara della Proposta per l’affidamento della costruzione: in tale procedura concorsuale il RTI prescelto mantiene il diritto di prelazione.

COME SARÀ IL PADIGLIONE ZERO
Il nuovo edificio, costituito da 7 piani per una superficie di 30 mila metri quadrati, ospiterà l’area dell’emergenza-urgenza, correlata funzionalmente all’area ospedaliera dei servizi di diagnosi; il blocco operatorio (12 sale, di cui 3 ibride) e il blocco parto (8 sale travaglio - parto, di cui una attrezzata per il parto in acqua); le aree per le cure intensive: terapia intensiva e subintensiva pediatrica e neonatale (72 posti letto); l’area ospedaliera delle degenze ordinarie (chirurgiche pediatriche e materno-infantili) per circa 130 posti letto. L’edificio è completato da due piani interrati, dedicati ai servizi, logistica e parcheggi e dal piano di copertura dove è prevista l’elisuperficie, per il decollo e atterraggio di elicotteri.

Il gruppo operatorio sarà altamente tecnologico, unico e dotato di 10 sale operatorie (più 2 per il parto) di cui una dedicata all’urgenza e 9 per l’attività “programmata”. I locali dedicati ai laboratori prevedono un’area funzionale dedicata all’assistenza - con il Servizio Trasfusionale, l’Anatomia Patologica, il Laboratorio Analisi centrale - e un’area funzionale dedicata alla ricerca, tra loro contigue ed estese fino a circa 6.000 mq. All’imaging sarà dedicata un’area completamente rinnovata. Il gruppo parto sarà attrezzato con 6 sale travaglio, 6 sale parto, 2 sale operatorie e 4 isole neonatali in area dedicata.

LE FONTI DI FINANZIAMENTO
Il PEF dell’iniziativa prevede, a fronte dei 164,4 milioni di euro di valore complessivo dell’operazione, un finanziamento di parte pubblica di 35,2 milioni di euro (10 milioni di PNRR, 6,5 milioni ex legge 67/88, 10 milioni della Fondazione Gaslini e il resto da alienazioni del patrimonio immobiliare dell’Istituto) e un finanziamento privato di 129,2 milioni di euro. Le quote rappresentano rispettivamente il 21,4% (pubblico) e il 78,6% (privato) del valore complessivo dell’intervento. 

LA GESTIONE
La gestione è prevista per una durata di 22 anni e comprende la gestione dei servizi di manutenzione impiantistica e edilizia, la fornitura dei vettori energetici, con l’obiettivo della massima efficienza energetica e di riduzione dell’uso di combustibili fossili, attraverso l’impiego di fonti rinnovabili ed energia autoprodotta attraverso il nuovo impianto di cogenerazione. Il progetto è stato orientato al perseguimento della certificazione di eco-sostenibilità degli edifici leed gold.

Il progetto è sviluppato in quattro fasi di intervento, organizzate per garantire la piena funzionalità delle aree sanitarie, senza interruzioni dei servizi erogati e senza trasferimenti temporanei, come assicurano i vertici dell'Istituto.
 

Nel video il servizio di Georgina Zapparoli. Intervistati: Renato Botti, Direttore Generale Istituto Giannina Gaslini e Cinzia Cammarata, Business Development CMB