È stato arrestato Manuel Iannuzzi, compagno di Emanuela Aiello, la mamma di Beatrice, la piccola morta a Bordighera, in provincia di Imperia, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio scorsi. L'accusa per Iannuzzi è di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. Per la morte di Beatrice, 3 anni, è già in carcere Emanuela Aiello (nel servizio di Lucia Pescio l'intervista al Procuratore di Imperia Alberto Lari).
Anche la madre della bimba di due anni morta a Bordighera è accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. La donna era stata arrestata, secondo le ricostruzioni del gip del tribunale di Imperia, perché avrebbe viaggiato in auto con la figlia già morta da ore prima di lanciare l'allarme. Inizialmente, la donna per giustificare le ecchimosi sul corpicino della piccola, aveva dichiarato che la figlia era caduta dalle scale nei giorni precedenti la morte.
Tra i file sequestrati a Manuel Iannuzzi, compare anche un video ritenuto particolarmente significativo dagli investigatori: la piccola viene ripresa mentre le viene imposto di fumare una sigaretta. La bambina scoppia a piangere e si rifiuta, mentre gli adulti presenti continuano a scherzare e ridere.
Un episodio che, secondo gli inquirenti, documenterebbe il clima di sopraffazione e crudeltà in cui la piccola sarebbe stata costretta a vivere.
Secondo il giudice che ha disposto la custodia cautelare in carcere, racchiusa in un'ordinanza di 33 pagine, gli indizi raccolti sono «gravissimi». Nell'ordinanza si parla di condotte caratterizzate da «modalità atroci», da una «intensità selvaggia» delle percosse e da una «indole crudele», in un contesto definito di «vessatoria prevaricazione» ai danni della bambina.
Gli investigatori ritengono inoltre che, nelle ore precedenti al decesso, la piccola non sia stata portata in ospedale nonostante le sue condizioni fossero già gravissime. Le richieste di soccorso sarebbero arrivate solo quando la bambina era ormai morta, in quello che la Procura considera un tentativo di simulare una richiesta di aiuto e di depistare le indagini.
L'arresto di Iannuzzi è stato eseguito all'alba dai carabinieri. Le indagini proseguono in attesa delle relazioni definitive del Ris di Parma e dei consulenti tecnici incaricati di chiarire tutti gli aspetti della vicenda.
Secondo quanto si è appreso dagli investigatori, anche Franco Iannuzzi, il padre di Manuel Iannuzzi, è stato arrestato per detenzione di circa due chili di tritolo. Il reato ipotizzato è quello di detenzione di materiale esplodente. Il tritolo e la relativa miccia sono stati trovati nella cantina della casa di Vallecrosia, in via Papa Giovanni XXIII, durante la perquisizione dei carabinieri conseguente all'arresto di Manuel Iannuzzi, che dopo il sequestro dell'abitazione di Perinaldo dove sarebbe morta la piccola Beatrice, si era trasferito a casa dei genitori, a Vallecrosia. Il materiale è stato prelevato dal nucleo artificieri antisabotaggio dei Carabinieri.
