Urbanistica, Riesame: “Corruzione con il contributo di Tancredi”

Urbanistica, Riesame: “Corruzione con il contributo di Tancredi” Ansa
Secondo i giudici l’ex assessore sarebbe stato parte di un “sistema di illegalità” insieme Marinoni e Pella

Contro Giancarlo Tancredi emergerebbero "gravi indizi", secondo il tribunale del Riesame.  

Tanto che l'ex assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano avrebbe "consapevolmente concorso al perfezionamento del patto corruttivo intercorso tra Marinoni e Pella" come risulta comprovato "dal chiaro tenore delle conversazioni intercettate". 

Questo né uno dei passaggi con cui i giudici accolgono la misura interdittiva di un anno dai pubblici uffici (e respingono gli arresti) - inflitta nell'ambito dell'inchiesta sull'urbanistica - nei confronti dell'ex esponente della giunta. 

"Nonostante sia incensurato" Tancredi ha dimostrato di avere "un'elevata e concreta attitudine criminale" per "il sistematico impiego distorto” della sua “funzione pubblica”. 

Il tutto per, è scritto nell’ordinanza, accrescere la sua posizione professionale con la “ricerca esponenziale di ruoli di maggior visibilità”.

Il Riesame aveva rigettato i domiciliari, come nei confronti del presidente della commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni e del manager Federico Pella, ma aveva imposto il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione

A differenza di quanto accaduto in passato, il tribunale non smonta le ipotesi della procura. Per l’ex amministratore pubblico si configura l’accusa di corruzione impropria.

Altri toni rispetto a solo una settimana fa, quando, motivando il no agli arresti per l’imprenditore Andrea Bezziccheri (carcere) e per l’architetto Alessandro Scandurra (domiciliari) i giudici avevano parlato di “tesi svilenti dei pubblici ministeri”, argomentando che un incarico professionale non è corruzione.