Nato durante la pandemia per scongiurare i contatti, il numero di ricetta elettronica è ormai un'abitudine per due milioni e settecentomila lombardi: Arriva per e-mail o sms, e permette di andare in farmacia a ritirare i medicinali prescritti dal proprio medico di base.
La Regione aveva chiesto agli utenti di confermare la scelta entro il 30 aprile, lo ha fatto il 50 per cento di chi lo usa e nelle ultime ore il sito del fascicolo sanitario è andato in tilt per i troppi accessi.
Da qui la decisione di spostare in avanti la scadenza, obiettivo raccogliere le adesioni entro la fine dell'anno senza fermare il servizio.
«Non c'è nessuna interruzione, nessuna data finale, ci sono due canali paralleli, quello tradinale e quello nuovo che prevede di farlo attraverso le nuove tecnologie», commenta Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare.
Per confermare di voler ricevere il codice elettronico bisogna dare il proprio consenso attraverso il fascicolo sanitario elettronico, gli sportelli di scelta e revoca delle Asst, oppure comunicarlo in farmacia o al medico di medicina generale. Può aderire anche chi non ha mai usato il servizio.
Perplessità dai camici bianchi. La segretaria milanese della federazione dei medici di base Anna Pozzi fa sapere: «Non abbiamo avuto nessuna comunicazione dalla regione ma siamo disponibili a collaborare per aiutare i pazienti».
La vicenda entra nel dibattito politico. Il capogruppo Pd in Regione Majorino attacca: «La Regione ha combinato un incredibile pasticcio, mettendo in difficoltà i cittadini».
Nel pomeriggio il portale è tornato accessibile.
