La tragedia

Alessandria, un anno dopo una strage senza un perché

Alessandria, un anno dopo una strage senza un perché Tgr Piemonte
L'ingegnere informatico Martino Benzi accoltellò moglie, figlio adolescente e suocera, poi si uccise. Una cartella esattoriale non spiega tutto

E' passato un anno dalla strage di Alessandria: il dolore non passa e le domande senza risposta restano. Perché, al di là delle minuziose ricostruzioni degli inquirenti, e in assenza di un processo a causa della morte del reo, rimangono ancora oscure le ragioni profonde che il 27 settembre 2023 hanno spinto un tranquillo ingegnere informatico 66enne, Martino Benzi, a uccidere a coltellate la moglie Monica Berta, 55 anni, impiegata in una storica gioielleria a Valenza, il figlio diciassettenne Matteo, bravo studente di Elettronica all'Istituto tecnico industriale "Volta", e la suocera Carla Schiffo che viveva in una casa di riposo e infine a togliersi la vita.

Cosa è successo

Una dinamica quasi "cinematografica": alle 7,30 di un giorno qualunque, segnato ai ritmi della quotidianità, in una famiglia come tante nella città piemontese, Benzi colpisce con un coltello prima il figlio che si trova ancora a letto, poi la moglie in salotto. Nessuna colluttazione, nessuna reazione, solo, molto probabilmente, il terrore. Poi Benzi si cambia i vestiti pieni di sangue, si lava, e lascia, a piedi, la sua casa per andare in piazza Divina Provvidenza. Arrivato alla RSA dove era solito recarsi in visita quasi quotidianamente, raggiunge la suocera che lo saluta affettuosamente e poi con lei scende in giardino; dopo pochi minuti estrae il coltello e la colpisce a morte; poi con un rasoio si taglia la gola. Tutto in un attimo. In casa i Carabinieri trovarono un biglietto "Sono rovinato, senza speranza": Benzi nei giorni precedenti aveva ricevuto un avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate. Secondo gli inquirenti proprio la preoccupazione per le conseguenze può aver scatenato la furia omicida, ma il movente resterà oscuro forse per sempre.