Una bambina di appena 11 anni costretta a indossare una panciera per nascondere le rotondità e continuamente umiliata dalla madre con frasi come “Zitta, cicciona”, “Sei grassa, "Devi dimagrire” o “Fai schifo” . È la drammatica vicenda al centro di un processo in corso a Torino, dove una donna di 43 anni e il suo compagno, di 48, sono accusati di maltrattamenti nei confronti della ragazzina, oggi quindicenne.
L'inchiesta
Secondo la ricostruzione della procura, la madre avrebbe rivolto alla figlia insulti e offese ripetute, facendola sentire sporca, inadeguata e non protetta. In un’occasione, la bambina sarebbe stata persino accusata di essere responsabile dell’aborto della madre. Il compagno, invece, è accusato anche di averle provocato un livido al braccio.
Il processo
A scuola gli insegnanti avevano notato il disagio della minore e il suo aumento di peso, maturato durante il difficile periodo familiare e in un'età tanto delicata tra l'infanzia e l'adolescenza. La procura ha chiesto 2 anni e 6 mesi di carcere per la madre e 3 anni e 5 mesi per il compagno, contestando a quest’ultimo anche minacce e lesioni. Entrambi gli imputati, difesi dai loro legali, negano le accuse. Una vicenda che riporta al centro il tema della violenza psicologica sui minori e delle conseguenze profonde che umiliazioni e denigrazioni possono lasciare durante l’infanzia e l’adolescenze.
