In Piemonte persi 46mila artigiani in 11 anni. Confartigianato: "E' uno stillicidio"

In Piemonte persi 46mila artigiani in 11 anni. Confartigianato: "E' uno stillicidio" Ansa Foto

Gli ultimi dati della Cgia di Mestre confermano la tendenza in atto da anni. Torino maglia nera d'Italia tra le città

Sostituire un tubo che perde, riparare le scarpe, cambiare la serratura: problemi di vita quotidiana che di questo passo nessuno potrà più risolvere. Il numero di imprese artigiane attive in Piemonte continua infatti drammaticamente a calare. Lo raccontiamo ogni anno. E ogni anno va sempre peggio, esclusa la parentesi del Covid. -46mila artigiani tra il 2012 e il 2023, secondo gli ultimi dati della Cgia di Mestre.

“Sono tutte figure professionali che non abbiamo creato e su cui non abbiamo investito”, commenta Claudio Rizzolo, vicepresidente Confartigianato Torino. "Purtroppo siamo in ritardo, perché abbiamo sottovalutato il problema e come ogni volta ci costerà di più". Per Confartigianato è uno "stillicidio" a cui finora nessun governo ha saputo mettere freno. Tra le città Torino è maglia nera d'Italia, con -21.873 artigiani, seguita a stretto giro da Milano. Una desertificazione che colpisce tutti i quartieri, dal centro alle periferie.

“Dobbiamo fare cose, non dobbiamo solo parlarne”, insiste Rizzolo. "Servono politiche attive che cerchino di sostenere queste situazioni prima che il conto sia troppo salato". Ad esempio investire nella formazione dei giovani per rendere più attrattivi questi mestieri. Idraulici, fabbri, elettricisti, falegnami. Custodi di saperi che altrimenti sono destinati a scomparire. Nel frattempo aggiustare un mobile o rifare l'impianto elettrico ci costerà sempre di più.