Il dazio dell'incertezza sulle imprese: merce ferma in attesa del prossimo annuncio di Trump

Il dazio dell'incertezza sulle imprese: merce ferma in attesa del prossimo annuncio di Trump Tgr Piemonte

Alla Maina di Asti bloccato un carico verso gli Stati Uniti, ma la scelta di non delocalizzare la produzione in Asia ora diventa un vantaggio rispetto ai concorrenti

“Noi qua abbiamo fior di prodotti in preparazione per andare negli Stati Uniti e stiamo attendendo di capire cosa succederà, perché oggi non c'è chiarezza. Per avere le idee chiare meglio attendere chiaro, perché bisogna capire chi dovrà pagare cosa”. Così Fiorenzo Orlandinotti, amministratore delegato della Maina di Asti spiega l'impatto vero dei dazi di Trump sull'economia reale. La tassa dell'incertezza. Merce ferma nei capannoni e un occhio al prossimo annuncio del presidente Usa. 

Per la Maina di Asti, 140 anni di storia nella meccanica di precisione, gli Stati Uniti sono oggi il 10% del mercato. In questa fabbrica ancora dentro la città di Asti si producono pezzi destinati alle acciaierie di tutto il mondo. Sono 90 i Paesi in cui esporta Maina, per un fatturato di 43 milioni. 

E ora i dazi di Trump stanno avendo riflessi ben oltre i confini a stelle e strisce: un cliente indiano che esporta negli Stati Uniti ha chiesto all'azienda piemontese di pagare i nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti.

Ma nel gioco del tetris dei dazi la scelta controcorrente dell'azienda di Asti di non delocalizzare la produzione negli scorsi decenni oggi potrebbe diventare un vantaggio competitivo. I concorrenti che fanno oggi produrre pezzi in Cina sono infatti colpiti dai superdazi oltre 100% imposti di Trump.

L'incontro tra la premier italiana Meloni e Donald Trump, sperano gli imprenditori, potrebbe essere l'occasione per fare un po' di chiarezza

Interviste a Fiorenzo Orlandinotti, amministratore delegato Maina e Alberto Genta, responsabile di reparto