Lo scheletro di Cesare Lombroso accoglie i visitatori all'ingresso del museo. Fu lui stesso a deciderlo nel testamento, a suggello di una vita dedicata allo studio dell'essere umano e dell'origine del male. Alla base delle sue teorie, poi superate, l'idea che i comportamenti criminali siano causati da caratteristiche fisiche "anomale".
Il museo
"Lombroso tentava di ritrovare dal punto di vista anatomico delle caratteristiche morfologiche spesso basate sulla fisiognomica che potessero confermare statisticamente le peculiarità criminali di un soggetto", spiega l'antropologo Massimo Centini. Camminiamo tra le sale insieme a lui, autore di diversi volumi sul tema tra cui "Storia della criminologia e dei metodi investigativi", edito da Diarkos.
I reperti
La collezione del museo conta centinaia di teschi, ossa, maschere mortuarie, raccolte da Lombroso nelle carceri e nei manicomi a metà Ottocento. Come il famoso cranio del ladro calabrese Giuseppe Villella: considerato una prova schiacciante dei tratti "atavici" dei criminali, cioè derivanti dagli uomini primitivi. "Facendo l'autopsia di questo soggetto scoprì la cosiddetta fossetta occipitale in un punto dove non doveva essere nell'homo sapiens sapiens, almeno secondo le teorie anatomiche dell'epoca", chiarisce Centini.
Lo studio
Il percorso si conclude nello studio di Lombroso, attentamente ricostruito nel museo di Torino, gestito dall'Università. Negli anni le sue teorie pseudoscientifiche sono state ferocemente criticate e smentite. Per la mancanza di rigore statistico, i pregiudizi misogini, l'ideologia razzista. Ma resta l'impatto che hanno avuto nella storia della criminologia.
Le idee
“Lombroso entra a gamba tesa in questo mondo, rivoluzionandolo - conclude Centini -. Elabora concetti come il modus operandi, che ancora oggi è fondamentale nella criminalistica. Si occupa anche di aspetti comportamentali, cioè quello che il criminale fa". E' forse questo il filo conduttore che lega Lombroso alle serie crime e ai podcast di oggi. Tentare di capire, con nuovi mezzi e nuove conoscenze, quali siano le ragioni del male. Un quesito su cui l'essere umano si interroga da millenni.
