Roma

Ex Ilva, Governo lavora a decreto con misure per lavoratori indotto

Ex Ilva, Governo lavora a decreto con misure per lavoratori indotto Ansa

Si punta a condivisione con i sindacati, poi il decreto in Consiglio dei ministri

Il governo è al lavoro in queste ore per mettere a punto un decreto per la tutela dei lavoratori dell'indotto dell'ex Ilva. Secondo quanto si apprende da fonti vicine ai commissari si sta ragionando su strumenti straordinari (come la cassa integrazione o misure di accompagnamento) per garantire la sicurezza dei lavoratori più esposti, dopo la sentenza che ha stabilito la chiusura dell'area a caldo. L'idea dell'esecutivo è di presentare le proposte al tavolo con i sindacati convocato domani mattina a Palazzo Chigi: le soluzioni che verranno condivise con i sindacati saranno quindi inserite
in un decreto da portare al cdm pomeridiano

Ma al centro dell’incontro ci sarà anche la necessità di un rilancio industriale dello stabilimento, compresa l’ipotesi di una legge speciale per Taranto e di un ritorno all’idea dei forni elettrici e degli impianti di preridotto.

La preoccupazione riguarda non solo i lavoratori dell’indotto ma anche i dipendenti dell’ex Ilva. “Lavorare sapendo che a fine ottobre l’area a caldo chiuderà è come vivere in attesa di una condanna a morte”, ci dicono alcuni di loro.

La data del 16 settembre è importante anche perché è il giorno fatale per gli altiforni: da domani il loro spegnimento, già avviato, diventerà irreversibile. Un capitolo, quello dell’area a caldo, si chiuderà quindi definitivamente. L’auspicio è che se ne possa aprire uno del tutto nuovo per lo stabilimento e per Taranto.

Intanto stamattina si sono svolte in Senato le audizioni dei commissari di acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria, del governatore Decaro e dei rappresentanti del mondo produttivo sull’ultimo decreto ex Ilva che introduce nuove regole sulle garanzie finanziarie richieste agli impianti di interesse strategico nazionale, in particolare nell’utilizzo delle discariche, per assicurare la continuità produttiva a stabilimenti come appunto il siderurgico di Taranto.