C'è chi vende il caffè a 1 euro e 20, chi ancora a un euro. Poca distanza fisica, venti centesimi di differenza. Eppure una tazzina costa, ai titolari dei bar, sempre di più. Il prezzo giusto, per chi produce e vende, non sempre è quello giusto per chi acquista e consuma.
A incidere, sulle spese di gestione degli esercenti, le voci ormai note negli ultimi tempi, dal costo dell'energia elettrica a quello della materia prima.
I problemi vengono da più lontano, dall'approvvigionamento dei chicchi crudi nei paesi coltivatori. Gli aumenti colpiscono soprattutto le qualità più pregiate, di cui l'Italia è uno dei maggiori importatori. Il costo dell'arabica si è triplicato in due anni.
Eppure, costi quel che costi, in pochi sarebbero disposti a rinunciare a uno dei momenti più iconici, e conviviali, della nostra cultura.
Nel servizio le voci di:
Tiziana Lorusso, barista
Anna Le Rosa, barista
Giuseppe Battista, responsabile torrefazione