Si chiama “overtourism” ed è lo spettro che aleggia su tutte le destinazioni preferite dai vacanzieri, Puglia compresa. Evitare le derive del sovraffollamento e i relativi disagi e rendere il turismo più sostenibile per l'ambiente e le comunità: sono gli obiettivi della Carta di Amalfi, siglata da venticinque comuni dalla Sardegna alla Valle d'Aosta. Realtà piccole a forte vocazione turistica, come l'unica pugliese, Polignano a Mare.
Come le altre località firmatarie, Polignano si trova ad affrontare criticità notevoli legate ai grandi afflussi di visitatori, nei periodi clou della stagione e non solo. Nella città di Domenico Modugno le maggiori difficoltà sono legate alle presenze giornaliere; negli ultimi anni, infatti, Polignano a Mare è diventata tappa irrinunciabile dei viaggi in Puglia, e i ponti di primavera non fanno eccezione.
Ma la notorietà è un'arma a doppio taglio. Operatori e istituzioni concordano: serve un intervento per tutelare chi viene in visita e chi nelle città vive tutto l'anno.
Nel servizio le voci di: Vito Carrieri, sindaco di Polignano a Mare; Patrizia Migailo, presidente dell'Associazione Albergatori di Polignano a Mare; Alberto Nistrio, imprenditore e responsabile macroarea Sud di Federazione FARE
