La cascata di fuochi d’artificio dagli spalti del castello aragonese, le sirene dei natanti, la lunga scia delle barche dei pescatori, salutano il passaggio della statua del patrono San Cataldo lungo il Canale Navigabile. Momento culminante della processione fra i due Mari che ripercorre il viaggio del santo irlandese. Di ritorno dalla Terrasanta intorno all’VII secolo sbarcò sulle rive dello Ionio aiutando Taranto a risollevarsi dalle proprie rovine.
Per l’Arcivescovo Ciro Miniero esempio da cui la città deve trarre forza. In cattedrale – come da tradizione - la cerimonia della simbolica consegna della statua alle autorità civili, rappresentate quest’anno dal commissario prefettizio Giuliana Perrotta. Le celebrazioni arrivano infatti in piena campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Ai tarantini l’appello del vescovo a essere selezionatori critici, a ritrovare unità in un periodo difficilissimo. Al centro le preoccupazioni sull’ambiente e l’ex Ilva. I festeggiamenti per il santo patrono proseguiranno domani, a partire dalle 18,30 con la processione nelle vie della città.
Nel servizio la voce di Mons. Ciro Miniero – Arcivescovo di Taranto