L'orsa F43 morta durante la cattura. Non è sopravvissuta all'anestesia

L'orsa F43 morta durante la cattura. Non è sopravvissuta all'anestesia .

​L'animale è morto durante la sostituzione del radiocollare che portava dal luglio 2021. Ma il decesso, dice l'ex veterinario degli orsi Alessandro De Guelmi non è legato realmente alle operazioni di cattura

Il decesso dell'orsa F43 è avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 settembre in val di Concei, nella zona di malga Trat, durante un intervento di routine per la sostituzione del radiocollare che portava dal luglio 2021.

In base agli accertamenti dell'equipe veterinaria, è emerso che l'animale è morto a causa della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui è stato iniettato l'anestetico per sostituirne, appunto, il radiocollare scaduto. Le manovre di rianimazione si sono purtroppo rivelate inutili. F43 era un esemplare di 4 anni e mezzo, figlia di KJ1, di oltre un quintale di peso. Il plantigrado era monitorato per la sua spiccata confidenza con l’uomo.

"La necessità di monitorare in modo intensivo soggetti problematici e di cercare di modificarne il comportamento  - scrive in un comunicato la Provincia di Trento - può comportare incidenti come quello occorso, dati i rischi intrinseci in operazioni delicate, condotte spesso in contesti e condizioni ambientali non facili".

Si tratta del quarto decesso di un orso in Trentino durante le fasi di cattura: sono state 50 in tutto le catture finora eseguite.

Ma per l'esperto di orsi e fauna selvatica, l'ex veterinario della Provincia di Trento Alessandro De Guelmi, la morte di F43 non è realmente legata alle operazioni di cattura ma "al comportamento sbagliato delle persone perché F43 era una presenza nota in Val Concei. Era diventata confidente unicamente per gli atti sbagliati da parte degli uomini che continuavano a lasciare appositamente cibo anche di giorno, magari vicini ai cassonetti della spazzatura, credendo di adottare un comportamento giusto. 
 

"F43 era l'unica femmina arrivata in val Concei da cento anni, e rappresentava - dice l'esperto di fauna selvatica - un patrimonio naturale della zona, ma è morta per colpa di qualche persona irresponsabile".

Immediate le reazione delle associazioni animaliste: Chiede subito accesso agli atti e un esame di un proprio consulente Oipa: "La Provincia autonoma di Trento è ancora ben lontana dall’attuare una seria azione di prevenzione e una seria progettazione di azioni volte a una serena convivenza con la fauna selvatica».
Gli Animalisti Italiani Onlus, attraverso il Presidente Walter Caporale, chiedono che venga immediatamente istituita una Commissione di indagine per conoscere come sono realmente andate le cose.
Nei video il servizio di Laura Galassi e le immagini di F43 nei boschi della val di Concei riprese qualche giorno fa.