Sono state riaperte le indagini sull'omicidio di Fausto Tinelli, trentino di nascita (la famiglia si era trasferita per lavoro), e Lorenzo Iannucci, per tutti Fausto e Iaio. I due giovani attivisti del Leoncavallo furono uccisi il 18 marzo del 1978 in via Mancinelli al Casoretto, a due passi dalla storica sede del centro sociale.
Il duplice omicidio di quasi 50 anni fa è rimasto senza colpevoli. I due ragazzi erano molto attivi in quartiere. Non solo per l’attività politica legata al Leoncavallo, ma anche nel contrasto dello spaccio di eroina che ai tempi affliggeva la loro zona.
L'inchiesta riaperta era stata archiviata nel dicembre del 2000. Nelle carte si evidenziavano "significativi elementi" a "carico della destra eversiva e in particolare nei confronti di gente del calibro di Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi. Indizi che però all'epoca non erano mai diventati prove. Ora una nuova informatica redatta dalla Digos potrebbe aggiungere nuovi elementi.
Un secondo fascicolo conoscitivo era stato aperto oltre un anno fa, in seguito alla richiesta inviata dal sindaco Giuseppe Sala al procuratore Marcello Viola. In quell'occasione i pm avevano chiesto all'ufficio reperti del Palazzo di Giustizia milanese di effettuare ricerche per individuare quali siano i corpi del reato conservati su cui poter eventualmente effettuare nuove analisi.
Sul luogo dell'omicidio, allora, venne rinvenuto un berretto di lana blu che, però, non fu mai sottoposto ad accertamenti e infine non fu più trovato tra i reperti.
Il servizio di Alberto Barbagallo
