Finanziere morto a Prisciano: chiesta l'archiviazione

Finanziere morto a Prisciano: chiesta l'archiviazione Tgr
Per la procura si trattò di un gesto volontario. Nessun dubbio dopo gli accertamenti scientifici e l'analisi sui cellulari

La procura di Terni chiede l’archiviazione delle indagini sulla morte dell’ex finanziere Andrea Fiorelli, trovato senza vita, con la gola tagliata, nell’agosto dell’anno scorso nel garage della propria villetta, a Prisciano.  Si trattò di un suicidio, è la conclusione. Secondo la ricostruzione dei carabinieri l’ex maresciallo, una volta all’interno del box con la basculante ancora alzata e la porta di collegamento con l’abitazione chiusa a chiave, si ferì da solo con una motosega. Poi, lasciato cadere l’attrezzo, si sedette al posto di guida della  vettura, chiudendo la portiera e attendendo la morte. La conferma è arrivata dagli accertamenti scientifici e dall’esame dei telefonini, in particolare quello del figlio venticinquenne, ingiustamente sfiorato dal sospetto nella prima fase delle indagini, il solo al quale il padre aveva vagamento annunciato i suoi propositi.  Dal computer dell’ex finanziere è inoltre arrivata la conferma della grave forma di depressione che aveva colpito il maresciallo in pensione. Il killer era, quindi,  il male oscuro che lo attanagliava da tempo. La procura  aveva inizialmente aperto un fascicolo per omicidio volontario, senza indagati:  una scelta tecnica degli inquirenti per avere maggiore libertà di azione nel disporre accertamenti - tra i consulenti chiamati a risolvere il puzzle, anche i Ris - e quindi fare piena luce sul suicidio, anomalo per la brutalità delle circostanze e per una serie di dettagli di non facile spiegazione.

di Andrea Rossini