Un laboratorio unico al mondo, all’Università di Padova.
L'oggetto dello studio
Ricercatori con competenze diverse - dalla biologia alla psicologia, passando per la filosofia - analizzano nel minimo dettaglio le piante conservate nell’ambiente protetto. Le molecole che diffondono nell’aria, i movimenti impercettibili. Anche se non hanno un cervello - questo si vuole dimostrare - hanno una cognizione, che porta a risposte diverse. Una rivoluzione copernicana, così gli studiosi definiscono il progetto, riconosciuto a livello internazionale con un finanziamento di 4 milioni di euro.
I primi risultati
Le piante, si rileva, sanno comunicare un rischio imminente. Rispondono a un pericolo. A un cambiamento dell’ambiente. Hanno, insomma, un proprio sistema sensoriale. Studi dalla potenziale applicazione nell’agricoltura, di precisione e sostenibile. Finora, per far fronte ai problemi di produzione agricola, nel mondo si sono immesse almeno 18 mila piante geneticamente modificate, che però - come emerso - stanno perdendo la loro capacità di adattarsi all’ambiente. Sono meno intelligenti delle specie progenitrici. Nuove prospettive all’orizzonte di materie come la botanica e l’agronoma. E la ricerca di punti in comune con gli esseri umani: certe azioni - questo il senso - non sono guidate solo dai neuroni.
Nel servizio, le interviste alla Rettrice dell'Università di Padova Daniela Mapelli ed al responsabile scientifico del progetto ROOMors Umberto Castiello.
