“La Spagna sta col suo presidente”. È chiaro il sentimento dalla piazza di Madrid dove in migliaia si sono riuniti per chiedere a Pedro Sànchez di restare. La marcia segue l'annuncio del primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, sulla possibilità di dimettersi.
Sànchez si presenterà oggi alle 12 al Palazzo della Moncloa per leggere un comunicato istituzionale e annunciare la decisione presa sul suo futuro, dopo cinque giorni di riflessione su possibili dimissioni. Per cinque giorni la Spagna è rimasta con il fiato sospeso in attesa di conoscere la decisione di Sanchez. I ministri del governo, il Psoe e Sumar, hanno esortato il premier a rimanere in carica e nel fine settimana si sono tenute diverse manifestazioni a sostegno del leader e "contro la manipolazione mediatica della destra e dell'ultradestra".
Sanchez è rimasto per giorni nel palazzo della Moncloa, ha cancellato la sua agenda pubblica ma ha continuato a lavorare. I ministri a lui più vicini come la vicepremier Maria Jesus Montero, hanno affermato in questi giorni di non sapere quale sarà la decisione del premier ma di sperare che resti in carica. In ogni caso, secondo i fedelissimi di Sanchez, sarà una decisione personale che il leader ha preso consultandosi con la sua famiglia e in particolare con la moglie Gomez che lo ha accompagnato durante la sua tortuosa carriera politica. Ieri il ministro dei Trasporti Oscar Puente ha espresso un certo pessimismo affermando che la situazione è complicata poichè Sanchez è stato colpito nel suo punto debole ovvero la famiglia.