Un cellulare o un televisore che smettono di funzionare, ma non sono più in garanzia. Da oggi sarà possibile chiederne la riparazione con tempi e costi ragionevoli e le aziende non potranno più rifiutare gli interventi tecnici a meno di un'impossibilità oggettiva. È il cuore della apposita direttiva europea recepita anche dall'Italia. Attenzione, però: non tutti i prodotti sono coperti.
Nell'elenco fornito dalla Commissione ci sono, ad esempio, frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, ma non macchine da caffè, forni, PC fissi o portatili. Tra le misure introdotte c'è anche quella che punta a scoraggiare una sorta di monopolio da parte dei produttori. Dovranno garantire anche ai riparatori indipendenti l'accesso alle parti di ricambio e relative istruzioni tecniche. La parola d'ordine è "aggiustare" e non più "sostituire", attraverso forti incentivi, come estendere la garanzia di un altro anno per chi durante il periodo di copertura legale non butta ma ripara. Un'abitudine che, secondo i calcoli di Bruxelles, potrebbe tagliare 35 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, riducendo i gas serra e facendo risparmiare ai cittadini europei 12 miliardi di euro all'anno.
