ECONOMIA
Denuncia Coldiretti: 'Si rischia il crollo dei prezzi del prodotto pugliese'
53mila tonnellate di grano approdate in Puglia. Ma non si sa da dove arriva
Aidepi: nessun dubbio su qualità e sicurezza pasta

"Ha attraccato oggi alle 12,00 al porto di Bari un'altra nave carica di 5,6 tonnellate di grano. E' la quarta in una settimana per un quantitativo complessivo di grano sbarcato di 53mila tonnellate. Si tratta per l'ennesima volta di grano di cui non si conosce l'origine che causa una concorrenza sleale e il crollo dei prezzi del grano pugliese". Lo denuncia in una nota il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele il quale sottolinea che "e' urgente l'etichettatura obbligatoria dell'origine per pane e pasta per evitare che prodotti fatti con materia prima importata vengano spacciati per italiani, a danno del comparto cerealicolo e dei consumatori ignari". "Non accettiamo che, a causa di fenomeni speculativi e distorsivi del mercato, - prosegue - il prodotto pugliese continui ad essere deprezzato e per questo daremo battaglia alla Borsa Merci di Foggia, uno dei riferimenti nazionali del comparto".
La Puglia - si ricorda - e' la regione cerealicola leader in Italia con una produzione lorda vendibile di 230milioni di euro.
Nonostante cio', gli industriali della pasta utilizzano solo il 20% di prodotto regionale, mentre sono 800.000 le tonnellate di grano duro che arrivano nel nostro Paese da Australia, Ucraina, Canada, Bangladesh, Sud America, Messico, Arizona e Texas per produrre pasta 'Made in Italy' senza che sia indicato in etichetta".
"E' evidente - aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - la grave dipendenza del sistema industriale dall'estero. Risulta indispensabile ripristinare e mantenere la fiducia dei consumatori, incoraggiando il loro coinvolgimento nella politica di sicurezza alimentare, garantendo il monitoraggio e la trasparenza in tutta la filiera alimentare e il maggior grado possibile di conoscibilita' delle caratteristiche essenziali dei prodotti, al fine di consentire
loro di effettuare delle scelte di acquisto pienamente consapevoli basate su una completa informazione in merito alle
caratteristiche dei prodotti".
Aidepi: nessun dubbio su qualità e sicurezza pasta
Prende le distanze, dalla denuncia di Coldiretti, l'asssociazione delle industrie della pasta: "Sorprende che si insinuino dubbi sulla qualità e sulla tracciabilità del grano in arrivo al porto di Bari per sostenere battaglie ideologiche sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime, mettendo in dubbio in un sol colpo il sistema di controllo europeo e nazionale sulle merci importate, la trasparenza delle aziende pastarie italiane che operano anche da centinaia di anni sul territorio e la qualità della pasta che ogni giorno portiamo sulle tavole di tutto il mondo". Così, attraverso una nota, risponde Aidepi, l'associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, alle affermazioni del presidente di Coldiretti Puglia sull'arrivo di grano estero al porto di Bari. La sicurezza del grano, sottolinea Aidepi, "è garantita dalla normativa Ue, da costanti controlli delle autorità italiane, notoriamente tra le più attente ed efficienti in Europa e da numerosissimi controlli delle aziende pastaie che, da sempre, con la loro esperienza, hanno imparato a selezionare le migliori materie prime, sia italiane che estere, per assicurare alla pasta i più elevati standard qualitativi che rendono questo prodotto il made in Italy per eccellenza".
Secondo Aidepi, "collegare l'importazione di grano fenomeni a distorsivi della concorrenza, è strumentale e demagogico" perché "si insiste spesso nel voler dimenticare che la produzione di grano italiano non è sufficiente a soddisfare i volumi di pasta prodotti in Italia, essendo noto che dobbiamo approvvigionarci all'estero nella misura del 30% - 40% a seconda delle annate".
La Puglia - si ricorda - e' la regione cerealicola leader in Italia con una produzione lorda vendibile di 230milioni di euro.
Nonostante cio', gli industriali della pasta utilizzano solo il 20% di prodotto regionale, mentre sono 800.000 le tonnellate di grano duro che arrivano nel nostro Paese da Australia, Ucraina, Canada, Bangladesh, Sud America, Messico, Arizona e Texas per produrre pasta 'Made in Italy' senza che sia indicato in etichetta".
"E' evidente - aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - la grave dipendenza del sistema industriale dall'estero. Risulta indispensabile ripristinare e mantenere la fiducia dei consumatori, incoraggiando il loro coinvolgimento nella politica di sicurezza alimentare, garantendo il monitoraggio e la trasparenza in tutta la filiera alimentare e il maggior grado possibile di conoscibilita' delle caratteristiche essenziali dei prodotti, al fine di consentire
loro di effettuare delle scelte di acquisto pienamente consapevoli basate su una completa informazione in merito alle
caratteristiche dei prodotti".
Aidepi: nessun dubbio su qualità e sicurezza pasta
Prende le distanze, dalla denuncia di Coldiretti, l'asssociazione delle industrie della pasta: "Sorprende che si insinuino dubbi sulla qualità e sulla tracciabilità del grano in arrivo al porto di Bari per sostenere battaglie ideologiche sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime, mettendo in dubbio in un sol colpo il sistema di controllo europeo e nazionale sulle merci importate, la trasparenza delle aziende pastarie italiane che operano anche da centinaia di anni sul territorio e la qualità della pasta che ogni giorno portiamo sulle tavole di tutto il mondo". Così, attraverso una nota, risponde Aidepi, l'associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, alle affermazioni del presidente di Coldiretti Puglia sull'arrivo di grano estero al porto di Bari. La sicurezza del grano, sottolinea Aidepi, "è garantita dalla normativa Ue, da costanti controlli delle autorità italiane, notoriamente tra le più attente ed efficienti in Europa e da numerosissimi controlli delle aziende pastaie che, da sempre, con la loro esperienza, hanno imparato a selezionare le migliori materie prime, sia italiane che estere, per assicurare alla pasta i più elevati standard qualitativi che rendono questo prodotto il made in Italy per eccellenza".
Secondo Aidepi, "collegare l'importazione di grano fenomeni a distorsivi della concorrenza, è strumentale e demagogico" perché "si insiste spesso nel voler dimenticare che la produzione di grano italiano non è sufficiente a soddisfare i volumi di pasta prodotti in Italia, essendo noto che dobbiamo approvvigionarci all'estero nella misura del 30% - 40% a seconda delle annate".