Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/8-marzo-sciopero-delle-donne-La-Festa-della-donna-protesta-bd037bda-fe72-4720-b324-ebac53c0deb1.html | rainews/live/ | true
ITALIA

#Festadelladonna

#8marzo, il giorno dello sciopero delle donne. La #Festadelladonna si tinge di protesta

In occasione della Festa delle donne, Rainews ha dato voce alle donne che lavorano. Con passione, dedizione e grande determinazione. Ma il "gender gap", come attesta l'ultima ricerca del World Economic Forum, c'è ancora. E per oggi le donne hanno indetto uno sciopero simbolico dal lavoro  

Condividi
Oggi 8 marzo sciopero in tutta Italia  indetto dall'Usb in occasione della festa delle donne. Uno stop di 24 ore di tutte le categorie al quale, dice Licia Pera, dell'esecutivo nazionale della Usb, crescono le adesioni di ora in ora. Obiettivo: scendere nelle piazze di tutte le città per dire basta alla violenza maschile sulle donne, alle discriminazioni di genere, alle molestie nei luoghi di lavoro, ai femminicidi, alle discriminazioni salariali, alla precarietà.

"I segnali che arrivano dai posti di lavoro sull'adesione allo sciopero sono molto incoraggianti, tantissime le richieste da ogni parte d'Italia - annuncia la sindacalista - e questo nonostante le difficoltà incontrate in molti posti di lavoro, soprattutto privato, dove si esercitano vere e proprie minacce di ritorsione sulle lavoratrici e l'evidente boicottaggio di quei sindacati che hanno deciso di svolgere assemblee nei luoghi di lavoro in alternativa allo sciopero".

  

Cgil, Cisl e Uil infatti hanno scelto di aderire alle iniziative promosse dalla Confederazione Europea dei Sindacati (Ces) dedicate quest'anno al tema della disparità salariale tra uomini e donne ma senza scioperi. "Non abbiamo ritenuto - sottolinea la segretaria confederale organizzativa della Cisl, Giovanna Ventura - di indire scioperi dimostrativi che avrebbero creato solo divisioni nel mondo del lavoro e disagi ai cittadini, snaturando il significato di questa ricorrenza".

"Faremo - annuncia invece - tante iniziative nei territori e con le nostre categorie con lo slogan 'Le donne sono il cuore dell'economia europea', nell'intento di richiamare ancora una volta l'attenzione di tutte le istituzioni sui problemi occupazionali delle donne, sul diritto ad una piena ed effettiva parità in ambito sociale, sul contrasto duro e determinato alla violenza di genere, sulla lotta ad ogni forma di discriminazione".

Polemiche dal coordinamento 'Nonunadimeno', che pubblica una lettera aperta alla Cgil: "Apprendiamo con stupore che la segretaria Camusso giudichi proprio queste richieste e, quindi, lo sciopero globale delle donne - a oggi sono 49 i paesi che hanno aderito in tutto il mondo - qualcosa che si muove esclusivamente sul piano simbolico. Di qui, come già comunicato la scorsa settimana anche dalla Fiom, l'indisponibilità a indire lo sciopero generale. Vogliamo allora ribadire, come abbiamo fatto nel corso dell'incontro con le rappresentanti Fiom, che questo sciopero è invece maledettamente concreto, come maledettamente concrete sono le motivazioni che hanno portato le donne di tutto il mondo ad alzare la testa e a mobilitarsi". 

Aderisce invece allo sciopero il Consiglio nazionale forense. A Milano stamattina gli avvocati incroceranno le braccia per cinque minuti all'inizio di ogni udienza per manifestare contro la violenza sulle donne, fa sapere il presidente dell'ordine dei legali milanesi Remo Danovi. 

In giornata Rai Isoradio e Gr Parlamento - nell'ambito della programmazione speciale Rai per la giornata - seguiranno le assemblee, i cortei e i flash mob delle manifestazioni delle donne in marcia contemporaneamente in 40 Paesi del mondo. Verrà poi proposto un approfondimento sulla raccolta fondi organizzata dall'associazione 'We World' e uno sulla legge appena approvata alla Camera a tutela degli orfani dei femminicidi.

Le donne di più di 50 Paesi  prendono parte a manifestazioni e iniziative in quella che si preannuncia la Festa della Donna più politica della sua storia.  

  

Donne e lavoro: storie di passione e tenacia. Lo Speciale di Rainews24
Rainews24 dedicherà alla giornata della donna speciali e approfondimenti. Racconterà storie di donne e della loro tenacia grazie alle interviste dei suoi inviati disponibili online nello Speciale a cura di Alessandra Solarino e Luca Gaballo

Poche settimane fa 17 giovani ricercatori, tutti sotto i 40 anni, sono stati premiati dall'assise internazionale sulle infezioni di Seattle. In due minuti hanno illustrato i risultati di anni di ricerca sui virus. Ad ascoltarli la premio Nobel Francoise Barrè-Sinoussi, a cui si deve la scoperta del virus dell'Hiv, che li ha incoraggiati ad andare avanti. Su 17 premiati 11 sono donne. Perché "se vali e non ti arrendi" come ci ha detto una delle premiate, Valeria Cento, "lasci il segno". Eppure le giovani ricercatrici lavorano con passione e assiduità a fronte di assegni di ricerca rinnovati di anno in anno, e con la consapevolezza di quanto sia difficile, per non dire impossibile, intraprendere la carriera universitaria. A spingerle è l'amore per il loro lavoro. 

Oggi le donne sono presenti in tutti i settori lavorativi, ma scontano ancora un gap di genere per quanto riguarda stipendi e soprattutto possibilità di carriera. Perchè conciliare il tempo del lavoro con quello della famiglia e dei figli resta un nodo, in una società in cui i servizi per le madri lavoratrici sono carenti, e in un contesto culturale che vede ancora le donne relegate nel ruolo tradizionale di madri e figlie. Uno stereotipo che viene ancora insegnato fin dai primi anni. I genitori italiani secondo un'analisi Ocse preferiscono inidirizzare i figli maschi verso percorsi universitari tecnico-matematici (cosiddetti Stem) piuttosto che le figlie, se pur dotate in quei campi. Ed è una caratteristica tutta femminile dare il massimo in tutti gli ambiti che la società e la cultura assegnano alle donne, nel posto di lavoro e tra le mura domestiche. Un'ansia da perfezione, come la definisce una delle nostre intervistate, Lisa Bueti di Legambiente, che consiglia di non stressarsi ma di accettare di fare bene una cosa per volta.

Rainews quest'anno ha scelto di raccontare le donne nel loro posto di lavoro. Per tutte l'impegno, la passione, la determinazione sono la chiave per realizzare i propri sogni. Quella che le porta anche a reinventarsi una professione, come l'avvocata Maria Luisa Spina che decide di dedicarsi alla creazione delle borse, o la farmacista Maria Luisa Rocchi che ormai si dedica alle composizioni floreali. Pronte a sfidare gli uomini in settori tradizionalmente loro, come l'enocoltura, lo sviluppo software. Donne che si interrogano sui loro ruoli di manager familiari e di madri, ben consapevoli che proprio la loro differenza di genere le rende capaci di vestire contemporaneamente i panni della lavoratrice efficentissima e della madre attenta e amorevole.

Cosa dicono le ricerche
Oggi le donne hanno fatto grandi passi avanti in molti settori. In media nei Paesi Ocse il 48 per cento delle giovani adulte tra in 25 e i 35 anni ha un titolo di studio superiore ai coetanei maschi. Dal 1980 ad oggi la media delle lavoratrici è aumentata dal 39 al 45 per cento. Eppure in tutto il mondo il genere ha ancora un'influenza in ambito lavorativo, a favore dell'uomo. Pensate che in America le selezioni per i direttori d'orchestra vengono fatte al buio, per non riconoscere il sesso del candidato. 

Secondo una recente ricerca del World Economic Forum la parità nelle opportunità economiche non è stata raggiunta in nessun Paese. La Norvegia è l'unico Paese europeo vicino al gender balanced zone, grazie a una legge che ha imposto una quota del 40 per cento di rappresentanza di ciascun genere per le società quotate. In Italia dal 2006 ad oggi il tasso di occupazione femminile è aumentato del 2 per cento, un terzo della media europea. Situazione che peggiora al Sud, dove solo il 31 per cento delle donne ha un'occupazione, a fronte di un tasso di fecondità inferiore alla media dei paesi sviluppati, a significare forse che il lavoro favorisce la natalità. Ma una donna su quattro lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio: una scelta a volte coatta, perché le aziende lasciano a casa le lavoratrici divise tra famiglia e occupazione. Secondo uno studio della Kpmg nel mondo ci sarebbero quasi 100 milioni di donne qualificate, molte ex manager, che hanno lasciato il lavoro per la famiglia e che potrebbero a un certo punto fare il percorso di ritorno, superata la fase dei figli piccoli.

Sempre il Report del WEF, racconta che le donne lavorano 50 minuti più degli uomini ogni giorno, ma guadagnano meno. E se nel nostro Paese la legge sulle cosiddette quote rosa del 2011 ha portato senza dubbio dei risultati, tanto che la presenza femminile nei cda è passata dal 5 al 27 per cento, la strada verso la parità e il cambiamento è ancora molto lenta.