Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Accordo-Mosca-Kiev-per-invio-convoglio-umanitario-est-i-ribelli-arretrano-b7cc51d0-80bf-48f5-8087-d6162c0941a6.html | rainews/live/ | true
MONDO

La crisi in Ucraina

Accordo Mosca-Kiev per l'invio di un convoglio umanitario. Nell'est i ribelli arretrano

Il benestare di Porosgenko all'invio del convoglio ha placato le tensioni tra Russia e Occidente. Barroso aveva, infatti, avvisato Putin: no all'invio unilaterale di uomini anche con il pretesto di aiuti umanitari

Condividi
Vladimir Putin ha deciso: dalla Russia partirà il convoglio umanitario che con la regia della Croce Rossa deve portare aiuti alle popolazioni delle zone dell’est dell’Ucraina, in ginocchio dopo quattro mesi di scontri tra ribelli e governativi. L'operazione ha il benestare del presidente ucraino Petro Poroshenko. Un 'sì' che placa le tensioni seguite all'annuncio della Russia di inviare comunque un contingente. 

La diffida di Barroso: no aiuti umanitari non concordati con Kiev
Fino adesso Kiev si era opposta all'invio di aiuti nel Paese da parte della Russia e l'Occidente aveva avvertito Mosca che qualsiasi tentativo di inviare personale militare in Ucraina con il pretesto di assistenza umanitaria sarebbe stato visto come un tentativo di invasione. Lo aveva ribadito il presidente della Commissione UE, José Manuel Barroso: nessuna azione unilaterale “facendo ricorso a qualsiasi pretesto, anche quello umanitario”

Mosca, le truppe al confine
Mosca avrebbe ammassato un vero e proprio esercito al confine con l’Ucraina: 45mila soldati con carri armati, batterie missilistiche anti-aeree, jet da guerra ed elicotteri d'attacco. Molto più, secondo le accuse di Kiev, dei 20 mila di cui parlava la Nato nei giorni scorsi.

L'avanzata dell'esercito ucraino
Sul terreno, intanto, l’esercito ucraino sembra guadagnare terreno nelle roccaforti separatiste del sud-est dell’Ucraina. Il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino, Andrii Lisenko, ha invitato i civili a lasciare le città di Donetsk e Lugansk nelle quali le forze governative starebbero per entrare. E dal leader dei ribelli Alexander Zakharchenko è arrivato l’annuncio di un contrattacco nei prossimi giorni.

La minaccia di Kiev: no al transito del gas russo
Nella partita di sanzioni incrociate ci sono anche quelle che l’Ucraina potrebbe attivare contro Mosca e cioè bloccare il transito del gas verso ovest. Una misura che fa tremare anche l’Europa tanto che la Commissione UE ribadisce: "La nostra posizione è che il rifornimento sicuro dell'energia attraverso l'Ucraina deve essere garantito".