Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Afghanistan-cameron-Kabul-a464ca1d-3e86-4500-afb3-2252a3961ea0.html | rainews/live/ | true
MONDO

Incontro con Ghani

Afghanistan, visita a sorpresa del premier britannico Cameron

Cameron: "Non vi lasceremo soli"

Condividi
Il premier britannico David Cameron è atterrato  a Kabul in una visita non annunciata in Afghanistan, primo leader occidentale ad incontrare a 4 giorni dal suo insediamento il neo presidente Ashraf Ghani e il governo di unità nazionale, guidato dal rivale, Abdullah Abdullah. Cameron è il primo leader mondiale a incontrare Ghani Ahmadzai, che ha prestato giuramento lunedì.

Agli afghani Cameron ha detto: "Non vi lasceremo soli, anche se le nostre forze da combattimento si ritireranno entro la fine dell'anno". Parlando accanto al presidente afghano Ashraf Ghani che lo ha ricevuto quale primo statista straniero dopo la sua elezione, Cameron ha sottolineato che "noi tutti condividiamo un obiettivo comune: un Afghanistan più sicuro, stabile e prospero". Cameron ha quindi ricordato i "grandi progressi" fatti negli ultimi anni e osservato che "il popolo dell'Afghanistan merita un governo efficace e legittimo che possa costruire un futuro migliore per le sue famiglie".

Riferendosi poi alle tensioni elettorali e alla imminente costituzione di un governo di unità nazionale in Afghanistan, Cameron ha detto: "So che che il nuovo governo di unità nazionale dovrà superare molte difficoltà, ma spero che il presidente Ghani ed il 'Chief Executive Officer' (coordinatore del governo), Abdullah Abdullah, sapranno farvi fronte". Quella in corso è la tredicesima visita di Cameron in Afghanistan, dove Londra ha mantenuto un contingente militare in ambito Isaf secondo solo a quello degli Stati Uniti, perdendo 453 uomini, gli ultimi cinque in un attentato del 26 aprile. 

L'Esecutivo in Afhanistan ha posto fine a 4 mesi di caos politico, dopo le contestate presidenziali, e ha visto la firma dell'accordo di sicurezza che consentirà ad un contingente di circa 12.500 soldati (9.800 Usa) e Nato (Italia, Germania e Turchia) di restare oltre la scadenza di fine anno.