Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Afghanistan-talebani-nuovo-governo-islamico-1bf0f9a5-e00d-4adc-ad5a-ddb026d739bf.html | rainews/live/ | true
MONDO

Afghanistan, i ​talebani: "Il nuovo governo sarà islamico". Gb: negoziati in corso in Qatar

"Mentre chiudiamo 20 anni di guerra, lotte, dolori e sacrifici, è tempo di guardare al futuro, non al passato, a un futuro più sicuro, a un futuro che onori coloro che hanno servito" il Paese. Così in un post su Facebook il presidente Usa Joe Biden è tornato a parlare del ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan

Condividi
Il nuovo governo dei talebani in Afghanistan "senza alcun dubbio, sarà un governo islamico. Qualunque sia la combinazione, che sia islamico è garantito". Lo ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, in un'intervista alla Cgtn, canale in lingua inglese del network statale cinese Cctv. Mujahid ha aggiunto di sperare che le discussioni e le consultazioni sulla formazione dell'esecutivo portino a una buona conclusione.

Il governo che i talebani stanno elaborando per l'Afghanistan ha come modello quello della Repubblica islamica dell'Iran. Lo riferisce la Cnn citando proprie fonti, secondo le quali Hibatullah Akhundzada sarà riconosciuto come il leader supremo dell'Afghanistan. Autorità religiosa alla quale viene riconosciuta la più alta carica del Paese, Akhundzada avrà quindi il  potere di decidere la linea politica, annullare le leggi e anche rimuovere il presidente. Al leader supremo viene riconosciuta l'ultima parola su tutte le questioni di stato. Akhundzada, che ha guidato i Talebani dal 2016, lavorerà principalmente da Kandahar. 

"Il leader supremo dei Talebani Hibatullah Akhundzada, che non ha mai  fatto un'apparizione pubblica e la cui ubicazione è rimasta in gran parte sconosciuta, sarà molto probabilmente il leader supremo, che  presiederà un Consiglio supremo", ha riferito la Cnn citando proprie  fonti.     

Intanto, sono iniziati in Qatar i colloqui fra Londra e i talebani destinati nelle intenzioni del governo di Boris Johnson a cercare di assicurare un corridoio di uscita dall'Afghanistan a cittadini britannici e afghani rimasti indietro dopo il ritiro militare occidentale, ma intenzionati a lasciare il Paese. "Il rappresentante speciale del primo ministro per la transizione afghana, Simon Grass, è a Doha e sta incontrando alti rappresentanti talebani per sottolineare l'importanza di un passaggio sicuro dall'Afghanistan ai cittadini britannici e a quegli afghani che hanno lavorato con noi negli ultimi 20 anni", ha  dichiarato Downing Street.

Il Qatar ha invitato con urgenza i Talebani ad aprire un corridoio umanitario, garantendo un"passaggio sicuro" a chi voglia lasciare l'Afghanistan. L'invito è venuto per bocca del ministro degli Esteri del piccolo regno del Golfo: "Insistiamo con i Talebani perché decretino la libertà di movimento e un salvacondotto per chi vuole entrare euscire" dal Paese, ha detto in conferenza stampa Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, dopo un colloqui con la sua omologa olandese, Sigrid Kaag, in visita a Doha. 

Un aereo del Qatar è atterrato a Kabul con a bordo una squadra di tecnici per discutere "della ripresa delle operazioni nell'aeroporto" della capitale afghana. Lo ha riferito una fonte informata. "Anche se non è stato raggiunto un accordo definitivo sulla fornitura di assistenza tecnica, una squadra del Qatar ha avviato una discussione dopo una richiesta da parte" dei talebani, ha detto la fonte, spiegando che sono in corso "colloqui" a livello di sicurezza e operatività.

I talebani hanno esortato i combattenti nell'ultima roccaforte della resistenza, la valle del Panshir, a deporre le armi. Lo riporta la Bbc. In un messaggio audio su twitter, l'alto funzionario talebano Amir Khan Muttaqi ha detto che i colloqui sono falliti e invitato i residenti a persuadere i combattenti ad arrendersi. 

Il post di Biden
"Mentre chiudiamo 20 anni di guerra, lotte, dolori e sacrifici, è tempo di guardare al futuro, non al passato, a un futuro più sicuro, a un futuro che onori coloro che hanno servito" il Paese e a "tutti coloro che hanno dato quella che il presidente Lincoln chiamò la loro "ultima piena misura di devozione". Così in un post su Facebook il presidente Usa Joe Biden è tornato a parlare del ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan.

"Molti dei nostri veterani e delle loro famiglie hanno attraversato l'inferno dopo lo spiegamento, mesi e anni lontani dalle loro famiglie, compleanni mancati, anniversari, sedie vuote in vacanza, lotte finanziarie, divorzi, perdita di arti, lesioni cerebrali traumatiche, stress post- traumatico", prosegue Biden nel post su Facebook, "lo vediamo nella scioccante e stupefacente statistica" secondo cui "18 veterani, in media,si suicidano ogni singolo giorno in America - non in un posto lontano, ma proprio qui in America. Non c'è nulla" a "basso rischio o a basso costo in qualsiasi guerra. È ora di porre fine alla guerra in Afghanistan".

"Era ora di finire questa guerra. C'è un mondo nuovo e dobbiamo difendere gli Usa da nuove minacce. La nostra strategia deve cambiare. Non avevamo bisogno di continuare una guerra di terra", aveva detto il presidente Usa Joe Biden nel suo discorso alla nazione sulla fine della presenza Usa in Afghanistan. "Il mondo sta cambiando - ha aggiunto -, dobbiamo affrontare le sfide di questo secolo e la competizione con la Cina o la Russia, continuando a combattere il terrorismo".

Intanto a Bruxelles si è tenuto il Consiglio straordinario dei ministri degli Interni. Aiuti umanitari all'Afghanistan e ai Paesi confinanti per evitare una crisi migratoria, la linea europea. Vi sosterremo nel vostro paese, il messaggio agli afghani da parte di Austria, Danimarca e Repubblica Ceca.

Domani sera incontro bilaterale tra il premier Draghi e il presidente francese Macron a Marsiglia, in vista del G20 straordinario sulla crisi.  Già oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio ha avuto una conversazione telefonica con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, sugli ultimi sviluppi e sulle implicazioni della crisi afghana. "Sono state in tale contesto approfondite le prospettive dell'azione della Comunità internazionale nei diversi fori, incluso il G20, convenendo sul ruolo centrale che le Nazioni Unite possono svolgere in relazione soprattutto all'assistenza umanitaria a favore della popolazione afghana", come recita una nota.

 "La presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan è, prima di tutto, una tragedia per gli afghani", ma anche "un duro colpo per l'Occidente" che deve"servire da campanello d'allarme per chiunque abbia a cuore l'Alleanza Atlantica". Questa la valutazione dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, in un intervento pubblicato sul New York Times.

Europa e Usa "sono stati uniti come mai prima in Afghanistan", spiega Borrell, che sottolinea tuttavia come alla fine "i tempie la natura del ritiro" siano stati definiti a Washington.

Gli eventi in Afghanistan devono, tuttavia, servire ad"approfondire l'alleanza con l'America", prosegue Borrell, spiegando come "un' Ue strategicamente più autonoma e militarmente capace sarebbe in grado di affrontare meglio le sfide future nel vicinato europeo e oltre" e sarebbe anche "un vantaggio" per Usa e Nato.  Un compito quanto mai "urgente", secondo l'Alto rappresentante che esorta Ue e Usa a "riformulare il proprio impegno" in Afghanistan, non da ultimo dialogando con i talebani, e a"sostenere il popolo afghano, in particolare le minoranze, le donne e le ragazze".

"Cina, Russia e Iran avranno maggiore influenza nella regione, mentre Pakistan, India, Turchia e monarchie del Golfo si riposizionano. Non possiamo lasciare che siano gli unici interlocutori con l'Afghanistan dopo il ritiro occidentale. L'Europa, insieme agli Stati Uniti, deve riformulare il proprio impegno. Non da ultimo con gli stessi talebani", scrive l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

"Dopo non essere riusciti a impedire la loro presa del Paese, ora dovremo occuparci di loro, soppesando attentamente le nostre opzioni e lavorando per un approccio internazionale coordinato. Ciò deve essere soggetto, ovviamente, a condizioni chiare sul loro comportamento, in particolare al rispetto dei diritti umani", sostiene il capo della diplomazia dell'Ue.

"Alcuni eventi catalizzano la storia: la debacle in Afghanistan è uno di questi - conclude Borrell -. Noi europei dobbiamo imparare la lezione". 

"Siamo rimasti molto delusi dalle conclusioni del Consiglio Affari interni di ieri. Abbiamo visto Paesi fuori dall'Unione europea farsi avanti per offrire accoglienza ai richiedenti asilo afghani, ma non abbiamo visto un solo Paese membro fare altrettanto". Cosi il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, nel discorso di apertura del Forum Strategico di Bled, in Slovenia."Non possiamo fare finta che la questione afghana non ci riguardi, perché abbiamo partecipato a quella missione condividendone obiettivi e le finalità", ha aggiunto Sassoli.

"Le truppe statunitensi sono state presenti per vent'anni in Afghanistan e per vent'anni hanno cercato, si può dire senza offendere nessuno, di civilizzare la gente che ci vive, d'introdurre le loro norme e i loro standard di vita nel senso più ampio della parola, compresa l'organizzazione politica della società. Il risultato è una tragedia, una perdita sia per chi l'ha fatto - per gli Stati Uniti - e ancora di più per la gente che vive in Afghanistan. Il risultato è stato nullo, se non negativo", ha detto il presidente russo Vladimir Putin ha detto in un incontro con gli studenti della scuola del Centro infantile tutto russo "Ocean", citato da Interfax.

La Cina auspica che il nuovo governo a cui stanno lavorando i talebani in Afghanistan soddisfi "le urgenti aspirazioni del proprio popolo e le aspettative generali della comunità internazionale". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, in risposta a una domanda sulla formazione del governo degli studenti coranici al potere a Kabul, che potrebbe essere annunciato già nei prossimi giorni.

Il portavoce ha poi ribadito che la Cina chiede ai talebani una struttura politica "aperta e inclusiva" e una politica interna ed estera "moderata e stabile e completamente separata da varie organizzazioni terroristiche". La Cina, ha aggiunto infine Wang, continuerà ad avere una politica "amichevole" con l'Afghanistan e a rispettarne la sovranità, l'integrità  territoriale e l'indipendenza, senza interferire nelle questioni interne e fornendo assistenza per la pace e la ricostruzione. 

Per il Papa il fatto che l'Occidente abbia posto fine a vent'anni di occupazione in Afghanistan è 'legale', anche se ''l'eco che ha in me è un'altra cosa''. Riguardo  al concetto di lasciare la popolazione afghana a se stessa, il Papa, in un'intervista a Cope, chiarisce che il nocciolo della questione è  ''come dimettersi, come negoziare una via d'uscita. Da quanto si vede, qui non sono state prese in considerazione tutte le eventualità - a quanto pare, non voglio giudicare. Non so se ci sarà o meno una  revisione, ma sicuramente c'è stato molto inganno da parte forse delle nuove autorità. Dico inganno o tanta ingenuità, non capisco. Ma qui vedrei la strada".