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ECONOMIA

L'accordo con Ethiad

Alitalia, Lupi: "L'ipotesi di una bad company non è accettabile"

"E' una notizia non vera e comunque non condivisibile" chiarisce il ministro delle Infrastrutture riguardo alle indiscrezioni sulla trattativa tra Alitalia e Etihad. Il Il problema di Alitalia è trovare un "grande partner" spiega il ministro contestato dai centri sociali

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Rimini
L'ipotesi di una bad company per Alitalia "non è accettabile". Così il ministro per le infrastrutture e i trasporti, Maurizio Lupi, sgombra il campo dalle indiscrezioni sulla trattativa tra Alitalia e Etihad nel corso di un dibattito all'interno delle 'Giornate del lavoro' promosse dalla Cgil a Rimini. "Continuo a leggere notizie non vere come quella della bad company che non è condivisa dal governo - ha dichiarato il ministro -". "Noi valuteremo le conclusioni della trattativa sul piano industriale - ha aggiunto - lì si vedono gli obiettivi a medio e lungo termine e quindi le ricadute sull'occupazione". 

Il problema di Alitalia è trovare un "grande partner"
A giudizio di Lupi, ancora, "il tema della soluzione Alitalia non è una bad company o una new company, tornando ai modelli del passato. Il problema di Alitalia - ha aggiunto - è trovare un grande partner industriale forte che la rilanci sul piano internazionale per tornare ad essere un vettore intercontinentale". Quindi, ha argomentato il ministro delle Infrastrutture, "giudicheremo l'accordo che speriamo si possa raggiungere tra Etihad e Alitalia sulla base del piano industriale e dello sviluppo. Il resto - ha concluso - lo lasciamo ai retroscena e alle indiscrezioni, magari di chi vuol far fallire questo accordo". "I privati - ha concluso - investono le loro risorse, se lo Stato può fare un passo indietro ben venga. Noi abbiamo chiesto a fine ottobre la ricapitalizzazione. Questa sfida va fatta". 

Appello alla Cgil
Rivolgendosi al leader della Cgil Susanna Camusso ha fatto un appello: "Dobbiamo accettare tutti la sfida del cambiamento. Il lavoro che noi tutti difendiamo non lo si cala per legge, sono le imprese che aiutano, insieme ai lavoratori, a crearlo". Ai sindacati che continuano a denunciare la precarizzazione, Lupi ha ribadito "qui si parla di una disoccupazione che continua ad aumentare", e il dovere, dunque, "da parte di tutti è riportare nel mondo del lavoro chi ne è uscito e la flessibilità è uno strumento indispensabile".

Lupi e Cgil contestati dai centri sociali
Durante la tavola rotonda, il ministro delle Infrastrutture è stato contestato da un gruppo di persone del laboratorio Paz Project di Rimini. I giovani hanno mostrato alcuni cartelli e hanno cercato di srotolare uno striscione che è stato poi affisso fuori della sala dell'Arengo, con la scritta "Una sola grande opera. Casa, reddito, dignità per tutti". Il gruppo ha criticato il ministro chiedendo piani per la casa, ma anche la Cgil al grido di "vergogna".